REI, reddito di inclusione: la misura del 2018 e la differenza con l'assegno di inclusione

Il REI non si può chiedere dal marzo 2019. Molti lo cercano ancora perché il nome somiglia a quello dell'assegno di inclusione, la misura in vigore dal 2024. Ecco che cosa era, come è finito e dove orientarsi adesso.

Il reddito di inclusione (REI) non esiste più. Era stato istituito dal 1° gennaio 2018 dal decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147. Il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, all'articolo 13, comma 1, ha stabilito che dal 1° marzo 2019 non poteva più essere richiesto e che dall'aprile 2019 non era più riconosciuto né rinnovato. L'articolo 11 dello stesso decreto ha abrogato dal 1° aprile 2019 la parte del D.Lgs. 147/2017 che lo disciplinava. Al REI è seguito il reddito di cittadinanza, a sua volta chiuso alla fine del 2023. Oggi la misura nazionale contro la povertà è l'assegno di inclusione (ADI), previsto dal decreto-legge 48/2023.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale, legale o finanziaria. Per la tua situazione rivolgiti a un CAF, a un patronato, a un commercialista o a un consulente abilitato.

Reddito di inclusione o assegno di inclusione: il nome che confonde

Molte ricerche su "reddito di inclusione", "bonus inclusione" o "INPS REI" sono in realtà ricerche dell'assegno di inclusione. I due nomi si somigliano, ma le misure sono diverse e appartengono a periodi diversi.

REIAssegno di inclusione
periodogennaio 2018 - marzo 2019 (domande)dal 1° gennaio 2024
leggeD.Lgs. 147/2017D.L. 48/2023
dove si chiedeva / si chiedeal Comune, nei punti per l'accessoall'INPS, anche tramite patronato o CAF
a chinuclei in povertà con requisiti di residenza e ISEEnuclei con minori, persone con disabilità, over 60 o persone in cura
cartaCarta REICarta di inclusione

Se oggi hai bisogno di un sostegno, la domanda da fare è quella per l'ADI o, per gli adulti tra 18 e 59 anni senza quelle persone in famiglia, per il supporto per la formazione e il lavoro. Il REI non si può più ottenere.

Come funzionava il REI

Secondo l'articolo 2 del D.Lgs. 147/2017, nel testo in vigore nel 2018, il REI era una misura unica nazionale di contrasto alla povertà, universale e condizionata alla prova dei mezzi. Aveva due componenti:

Chi poteva averlo

L'articolo 3 chiedeva:

Quanto durava

Il beneficio durava al massimo 18 mesi continuativi. Poteva essere rinnovato solo dopo sei mesi di interruzione, per non più di 12 mesi (art. 4, comma 5).

Carta REI: come si usava

Il beneficio era erogato sulla Carta REI, che era la Carta acquisti ridenominata (art. 9, comma 7). Serviva per gli stessi acquisti della Carta acquisti e permetteva prelievi di contante entro un limite mensile pari alla metà del beneficio massimo. Le ricerche "carta REI requisiti" o "carta REI ultime notizie" non hanno oggi una risposta operativa: la carta non viene più emessa per questa misura.

Come si chiedeva

La domanda si presentava al Comune, nei punti per l'accesso o in altra struttura indicata dal Comune, su un modulo predisposto dall'INPS (art. 9, comma 1). Il Comune verificava residenza e soggiorno, poi l'INPS controllava i requisiti economici sulla base della DSU. Era quindi il percorso inverso rispetto all'ADI, che oggi si chiede direttamente all'INPS.

Cosa è successo a chi lo riceveva

L'articolo 13, comma 1, del D.L. 4/2019 ha previsto una transizione:

  1. Dal 1° marzo 2019 non si potevano più presentare domande di REI.
  2. Da aprile 2019 il REI non era più riconosciuto né rinnovato.
  3. Chi lo aveva già ottenuto prima di aprile 2019 continuava a riceverlo per la durata inizialmente prevista. Poteva però chiedere il reddito di cittadinanza.
  4. REI e reddito di cittadinanza non erano compatibili nello stesso nucleo.

Le regole sui servizi sociali, sul progetto personalizzato e sul Fondo povertà (artt. 5, 6, 7 e 10 del D.Lgs. 147/2017) non sono state abrogate: l'articolo 11, comma 2, del D.L. 4/2019 le ha adattate alla misura successiva.

Dove orientarti oggi

Per tutte le altre misure trovi le guide su fisco e agevolazioni e l'indice del sito.

Domande frequenti

Il reddito di inclusione esiste ancora?

No. Dal 1° marzo 2019 non si poteva più chiedere e da aprile 2019 non era più riconosciuto né rinnovato (D.L. 4/2019, art. 13, comma 1). Oggi la misura nazionale contro la povertà è l'assegno di inclusione.

Reddito di inclusione e assegno di inclusione sono la stessa cosa?

No. Il REI era la misura del 2018, chiesta al Comune. L'assegno di inclusione esiste dal 2024, si chiede all'INPS e spetta solo ai nuclei con minori, persone con disabilità, over 60 o persone in programmi di cura (D.L. 48/2023).

Quanto durava il REI?

Fino a 18 mesi continuativi. Il rinnovo era possibile solo dopo sei mesi di interruzione, per un massimo di 12 mesi (D.Lgs. 147/2017, art. 4, comma 5, testo in vigore nel 2018).

Cos'era la carta REI?

La Carta acquisti ridenominata per il REI. Si usava per gli acquisti ammessi dalla Carta acquisti e per prelievi di contante entro la metà del beneficio massimo mensile (D.Lgs. 147/2017, art. 9, comma 7).

Chi aveva il REI cosa ha ricevuto dopo?

Chi lo aveva ottenuto prima di aprile 2019 lo ha ricevuto per la durata prevista, con la possibilità di chiedere il reddito di cittadinanza. Le due misure non erano compatibili nello stesso nucleo.