Reddito di cittadinanza a chi spetta oggi: la misura chiusa nel 2023

Il reddito di cittadinanza non si può più chiedere né ricevere. Che cosa prevedeva tra il 2019 e il 2023, come è stato chiuso e quali misure ne hanno preso il posto per le famiglie e per chi cerca lavoro.

Chi cerca "reddito di cittadinanza a chi spetta" deve sapere che oggi non spetta più a nessuno. La legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di bilancio 2023), all'articolo 1, comma 318, ha abrogato dal 1° gennaio 2024 gli articoli da 1 a 13 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, che lo regolavano. Il decreto-legge 48/2023, articolo 13, comma 1, ha confermato che i percettori lo mantenevano al massimo fino al 31 dicembre 2023. Al suo posto ci sono l'assegno di inclusione (ADI), dal 2024, per i nuclei con minori, persone con disabilità, over 60 o persone in cura, e il supporto per la formazione e il lavoro (SFL), attivo dal 1° settembre 2023, per gli adulti tra 18 e 59 anni.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale, legale o finanziaria. Per la tua situazione rivolgiti a un CAF, a un patronato, a un commercialista o a un consulente abilitato.

Che cos'era il reddito di cittadinanza (2019-2023)

Il reddito di cittadinanza (RdC) è nato nell'aprile 2019 con l'articolo 1 del D.L. 4/2019. Era una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà. Per i nuclei composti solo da persone di almeno 67 anni prendeva il nome di pensione di cittadinanza. Univa un sostegno economico mensile a un percorso: il patto per il lavoro con il centro per l'impiego o il patto per l'inclusione con i servizi sociali del Comune.

A chi spettava

L'articolo 2 del D.L. 4/2019, nel testo in vigore nel 2023, chiedeva al nucleo familiare:

A differenza dell'ADI, non serviva avere in famiglia un minore, un anziano o una persona con disabilità: bastava essere sotto le soglie. La domanda richiedeva un ISEE valido, quindi una Dichiarazione Sostitutiva Unica, che serve ancora oggi per le misure nuove.

Quanto durava il reddito di cittadinanza

L'articolo 3, comma 6, lo riconosceva per 18 mesi continuativi, rinnovabili dopo un mese di sospensione. La sospensione non valeva per la pensione di cittadinanza. Nel 2023 la legge 197/2022, comma 313, ha ridotto la durata a un massimo di sette mensilità e comunque non oltre il 31 dicembre 2023. Il limite non si applicava ai nuclei con persone con disabilità, minorenni o persone di almeno 60 anni (comma 314). Valeva lo stesso per chi era stato preso in carico dai servizi sociali perché non attivabile al lavoro.

Come si poteva spendere il reddito di cittadinanza

Il beneficio arrivava sulla Carta RdC, una carta prepagata (D.L. 4/2019, art. 5, comma 6). Le regole principali erano:

UsoRegola
acquistile stesse esigenze della carta acquisti: beni e servizi, bollette
contantiprelievo entro un limite mensile per persona, moltiplicato per la scala di equivalenza
affitto o mutuouna parte del beneficio (la quota B, secondo l'INPS) copriva il canone o la rata
divietivietato il gioco con vincite in denaro
tempiil beneficio andava speso entro il mese successivo; le somme non spese venivano decurtate, nei limiti fissati dall'art. 3, comma 15

Oggi queste regole non servono per spendere, ma per capire eventuali contestazioni sugli anni passati.

Cosa è successo a chi lo riceveva

Se ricevi una contestazione, controlla il periodo indicato, i redditi e la composizione del nucleo dichiarati allora, e fatti assistere da un patronato o da un CAF.

Altre misure che non esistono più

Il reddito di cittadinanza non è l'unica misura chiusa che si cerca ancora. Anche il bonus bebè è stato sostituito dall'assegno unico dal 2022. Per le nascite restano altre misure, come l'assegno di maternità dei Comuni. Le misure attuali sono negli articoli su fisco e agevolazioni.

Domande frequenti

Il reddito di cittadinanza esiste ancora?

No. È stato abrogato dal 1° gennaio 2024 dalla legge 197/2022, articolo 1, comma 318, e i percettori lo hanno ricevuto al massimo fino al 31 dicembre 2023. Al suo posto ci sono l'assegno di inclusione e il supporto per la formazione e il lavoro.

A chi spettava il reddito di cittadinanza?

Ai nuclei con ISEE, reddito e patrimonio entro le soglie del D.L. 4/2019 e con almeno dieci anni di residenza in Italia, gli ultimi due continuativi. Non serviva avere in famiglia minori, anziani o persone con disabilità.

Quanto durava il reddito di cittadinanza?

Diciotto mesi, rinnovabili dopo un mese di sospensione. Nel 2023 la durata è stata limitata a sette mensilità, salvo i nuclei con minori, persone con disabilità o almeno sessantenni e quelli presi in carico dai servizi sociali.

Dove si poteva spendere il reddito di cittadinanza?

Con la Carta RdC per beni e servizi, con un prelievo di contante limitato e un pagamento per affitto o mutuo. Era vietato il gioco con vincite in denaro e le somme non spese entro il mese successivo venivano in parte decurtate.

Posso ancora dover restituire il reddito di cittadinanza?

Sì, se emergono irregolarità. Per i fatti fino al 31 dicembre 2023 restano applicabili i controlli e le sanzioni del D.L. 4/2019 (D.L. 48/2023, art. 13, comma 3). Fatti assistere da un patronato o da un CAF.