Contributo affitto: come funziona il bonus del Comune e come chiederlo
Non esiste un bonus affitto nazionale uguale per tutti: c'è un fondo statale che le Regioni dividono fra i Comuni, e sono i Comuni a fare i bandi. Ecco il meccanismo, i requisiti fissati dalla legge e dove guardare.
Il "contributo affitto 2022" che molti cercano non è una misura con un anno di scadenza. È il contributo integrativo per pagare il canone previsto dall'articolo 11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, che esiste dal 1999 e funziona sempre allo stesso modo. Lo Stato alimenta il Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione e le Regioni lo ripartiscono fra i Comuni. Ogni Comune apre un bando con i propri requisiti e importi. Se il bando c'è e quanto vale dipende quindi dall'anno e dal tuo Comune.
Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale o legale. Per la tua situazione rivolgiti all'ufficio casa o ai servizi sociali del Comune, a un CAF o a un sindacato degli inquilini.
Come funziona il Fondo per l'affitto
La catena prevista dall'articolo 11, nel testo vigente consultato su Normattiva il 1 ottobre 2026, ha quattro passaggi:
| Passaggio | Chi decide | Cosa prevede la legge |
|---|---|---|
| dotazione del Fondo | lo Stato, con la legge di bilancio | la dotazione annua è "determinata dalla legge finanziaria" (comma 1) |
| ripartizione | Ministero delle infrastrutture, d'intesa con le Regioni | entro il 31 marzo di ogni anno (comma 5) |
| distribuzione | ogni Regione | ai Comuni, con eventuali risorse regionali aggiuntive (commi 6 e 7) |
| bando e pagamento | ogni Comune | il Comune fissa importi, modalità e requisiti con un bando pubblico (comma 8) |
La conseguenza pratica è semplice. Se in un anno la legge di bilancio non finanzia il Fondo, o la Regione non aggiunge risorse proprie, il Comune può non avere nulla da distribuire. Non riportiamo la dotazione degli ultimi anni: cambia ogni anno e va verificata nella legge di bilancio e nei provvedimenti di riparto.
Chi può chiedere il contributo
I requisiti minimi li fissa un decreto del Ministro, d'intesa con le Regioni, in base al reddito familiare e a quanto pesa il canone su quel reddito (comma 4). I Comuni li applicano e possono aggiungerne altri nel bando. Le soglie di reddito o di ISEE e le percentuali di incidenza sono quelle del bando del tuo Comune, e non le riportiamo perché variano.
Due condizioni le pone direttamente la legge:
- il contratto deve essere registrato: per avere il contributo devi dichiarare, sotto la tua responsabilità, che il contratto di locazione è registrato (comma 2);
- il contributo è per l'inquilino: serve a integrare il canone dovuto al proprietario, sia di case private sia pubbliche (comma 3).
In molti bandi compaiono anche requisiti di residenza, cittadinanza o permesso di soggiorno, e l'esclusione di chi possiede altre case adatte. Sono scelte del bando, da leggere una per una.
Come richiedere il bonus affitto
- Cerca il bando del tuo Comune, sul sito istituzionale o all'ufficio casa. Spesso è pubblicato con il nome "contributo affitto" o "fondo sostegno locazioni".
- Prepara i documenti che di solito il bando chiede: il contratto registrato, le ricevute del canone pagato, l'ISEE in corso di validità e il documento d'identità.
- Presenta la domanda nei termini, online o allo sportello. Molti Comuni si appoggiano ai CAF per la compilazione.
- Controlla la graduatoria, che il Comune pubblica dopo l'istruttoria.
La legge dice che i bandi vanno emessi entro il 30 settembre di ogni anno con le risorse dell'anno (comma 8). Nella pratica i tempi dipendono da quando le risorse arrivano davvero dalla Regione.
Quando viene erogato il contributo
Non c'è una data nazionale. Il Comune paga dopo aver chiuso la graduatoria e aver ricevuto i fondi. Può quindi arrivare anche l'anno dopo quello a cui si riferiscono i canoni. Il calendario lo trovi nel bando o chiedendo all'ufficio che lo gestisce.
Se sei in arretrato con l'affitto
Il comma 3 permette al Comune, con delibera di giunta, di versare il contributo direttamente al proprietario per sanare la morosità, con una dichiarazione firmata anche dal locatore. Per chi ha perso il reddito senza colpa esiste anche il Fondo per gli inquilini morosi incolpevoli (D.L. 102/2013, articolo 6, comma 5), richiamato dal comma 6. Anche questo passa dal Comune.
Gli altri aiuti per chi è in affitto
La detrazione IRPEF per gli inquilini
Chi ha un contratto per l'abitazione principale può avere una detrazione IRPEF prevista dall'articolo 16 del TUIR (D.P.R. 917/1986), con importi legati al reddito complessivo. Non è un contributo del Comune: si chiede nel 730 o nel modello Redditi. Gli importi e le fasce sono nella norma e nelle istruzioni della dichiarazione.
Le misure di sostegno al reddito
Chi cerca un "rimborso affitto per reddito basso" spesso ricorda le misure nazionali che avevano una quota legata al canone. Il reddito di cittadinanza è terminato nel 2023, e prima ancora era stato superato il REI, il reddito di inclusione. Oggi la misura nazionale per i nuclei in difficoltà è l'assegno di inclusione (ADI), che si chiede all'INPS.
Se fai lavori nella casa in affitto
L'inquilino che fa lavori di manutenzione straordinaria con un contratto registrato può avere la detrazione per le ristrutturazioni come detentore dell'immobile. Collegato a quei lavori c'è anche il bonus per l'arredo, spiegato nella pagina su ristrutturazione e bonus mobili.
Le altre agevolazioni per la casa e la famiglia sono raccolte nelle guide su fisco e agevolazioni.
Domande frequenti
Esiste un bonus affitto nazionale?
Non come importo uguale per tutti. Esiste il Fondo nazionale previsto dall'articolo 11 della legge 431/1998, che lo Stato finanzia con la legge di bilancio e le Regioni dividono fra i Comuni. Il contributo lo paga il Comune, con un proprio bando.
Come si richiede il contributo affitto?
Con la domanda prevista dal bando del Comune di residenza, entro i termini del bando, di solito allegando contratto registrato, ricevute del canone e ISEE. Molti Comuni accettano la domanda online o tramite CAF.
Quali sono i requisiti per il contributo affitto?
La legge pone come condizione il contratto registrato e rinvia a un decreto ministeriale i requisiti minimi di reddito e di incidenza del canone. Le soglie precise le fissa ogni Comune nel bando, quindi vanno lette lì.
Quando viene pagato il contributo affitto?
Dopo la graduatoria e dopo che il Comune ha ricevuto i fondi dalla Regione. Non c'è una data nazionale, e il pagamento può arrivare anche l'anno successivo a quello dei canoni.
Il contributo affitto può andare al proprietario?
Sì, in caso di morosità. Il comma 3 dell'articolo 11 permette al Comune di versarlo al locatore per sanare gli arretrati, con una dichiarazione firmata anche dal proprietario.