Ricevuta non fiscale, ricevuta fiscale e documento commerciale: le differenze

La ricevuta fiscale compilata sul blocchetto è stata sostituita dalla memorizzazione e trasmissione elettronica degli incassi. Resta la quietanza fra privati, che prova un pagamento ma non ha valore fiscale. Ecco quale documento ti serve, e quando.

Chi cerca "ricevuta non fiscale" vuole di solito sapere se quel foglio vale qualcosa. Vale, ma non per il fisco. La ricevuta fiscale di una volta, invece, non esiste più nella forma che conosciamo. Il decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, all'articolo 2, comma 5, stabilisce che la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi sostituiscono l'obbligo di certificazione previsto dall'articolo 12 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, cioè ricevuta e scontrino fiscale.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale. Per la tua situazione rivolgiti a un commercialista o a un CAF.

Che fine ha fatto la ricevuta fiscale

Per decenni negozi, artigiani, ristoranti e alberghi hanno certificato gli incassi con lo scontrino o con la ricevuta fiscale su moduli numerati. Il D.Lgs. 127/2015 ha cambiato il sistema:

Da allora l'esercente memorizza ogni incasso con un registratore telematico o una procedura web dell'Agenzia delle Entrate e trasmette i dati all'Agenzia. Il comma 6-ter fissa la trasmissione entro dodici giorni dall'operazione. Al cliente consegna il documento commerciale, che ha preso il posto di scontrino e ricevuta.

Le differenze fra i documenti

DocumentoChi lo rilasciaValore fiscaleA cosa serve
Fatturachi ha partita IVA, per ogni operazione imponibilesìcertifica l'operazione e l'IVA; obbligatoria fra imprese
Documento commercialenegozi, bar, ristoranti e attività dell'art. 22sì, per l'esercente: l'incasso è trasmesso all'Agenziaprova d'acquisto per il cliente
Ricevuta fiscale (vecchia)le stesse attività, fino alla riformaera fiscalesostituita dalla trasmissione telematica
Ricevuta non fiscale o quietanzachiunque riceve un pagamentonoprova che hai pagato

Ricevuta o fattura: quale chiedere

Le attività verso il pubblico non sono obbligate a emettere fattura. Lo diventano se il cliente la chiede entro il momento dell'operazione (articolo 22 del decreto IVA). Il D.Lgs. 127/2015 conferma che resta fermo l'obbligo di fattura su richiesta. Se compri per la tua attività e vuoi detrarre l'IVA, devi quindi chiedere la fattura al momento del pagamento. Come si compila lo spieghiamo nella pagina su come si fa la fattura.

Cos'è una ricevuta non fiscale

È una quietanza: un documento con cui chi riceve del denaro dichiara di averlo ricevuto. Il codice civile, all'articolo 1199, dà al debitore il diritto di ottenerla. Il creditore che riceve il pagamento deve rilasciarla a richiesta, e a spese, di chi paga.

È il documento giusto in molti casi fra privati:

Una buona ricevuta non fiscale riporta la data, il nome di chi paga e di chi riceve, l'importo in cifre e in lettere, il motivo del pagamento e la firma di chi incassa. Una copia per ciascuno evita contestazioni.

Quando non basta

Una ricevuta non fiscale non sostituisce la fattura o il documento commerciale quando chi incassa svolge un'attività con partita IVA. Un professionista o un negozio che rilascia solo un foglio "non fiscale" al posto del documento previsto viola gli obblighi di certificazione. Puoi chiedere il documento corretto.

Il codice fiscale sulla ricevuta

Molti cercano "ricevuta con codice fiscale" per le detrazioni. Per alcune spese, come quelle sanitarie, la detrazione richiede che il documento d'acquisto sia riferibile a te. Per questo il farmacista o il negozio ti chiede la tessera sanitaria o il codice fiscale da riportare sul documento commerciale. Quali spese lo richiedono lo dicono le istruzioni del modello 730 dell'anno.

Cosa conservare

L'IVA compresa nel prezzo di un documento commerciale non si può detrarre: il meccanismo è spiegato nella pagina su chi paga l'IVA. Le scadenze dell'anno sono nella guida agli adempimenti fiscali. Le altre guide sono nelle pagine su fisco e agevolazioni.

Domande frequenti

La ricevuta fiscale esiste ancora?

Non come documento obbligatorio. Il D.Lgs. 127/2015, articolo 2, ha sostituito la certificazione con ricevuta e scontrino fiscale con la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi, dal 2019 per i soggetti più grandi e dal 2020 per tutti. Al cliente si consegna il documento commerciale.

Una ricevuta non fiscale ha valore legale?

Sì, come prova di pagamento fra le parti: è una quietanza (art. 1199 del codice civile). Non ha valore fiscale e non serve per detrarre spese né per l'IVA.

Che differenza c'è fra fattura e ricevuta?

La fattura è un documento IVA con i dati di entrambe le parti e l'imposta indicata a parte; si emette per ogni operazione fra soggetti con partita IVA. Il documento commerciale certifica una vendita al pubblico con l'IVA compresa nel prezzo.

Posso chiedere la fattura invece dello scontrino?

Sì. Le attività dell'articolo 22 del decreto IVA devono emettere fattura se il cliente la richiede non oltre il momento dell'operazione. Serve se acquisti per un'attività con partita IVA.

Come si scrive una ricevuta fra privati?

Indica data, nomi di chi paga e di chi riceve, importo in cifre e lettere, motivo del pagamento, e fai firmare chi incassa. Fanne due copie. Se l'importo è rilevante, un bonifico con causale chiara è una prova ancora più solida.