Quando si paga l'IVA: il meccanismo, chi la versa e le scadenze

L'IVA la paga il consumatore finale, ma la versa allo Stato chi vende. In mezzo c'è un meccanismo di addebiti e detrazioni con scadenze precise: mensili o trimestrali, più un acconto a dicembre e il saldo annuale.

Quando si paga l'IVA dipende da chi sei. Se compri come privato la paghi dentro il prezzo, nel momento dell'acquisto, e non devi fare altro. Se hai una partita IVA, invece, la incassi dai clienti e la versi allo Stato con scadenze periodiche, dopo aver tolto quella pagata sui tuoi acquisti. Le regole sono nel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il decreto IVA.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale. Per la tua situazione rivolgiti a un commercialista o a un CAF.

Come funziona l'IVA

L'articolo 1 del decreto IVA dice su cosa si applica l'imposta. Riguarda le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte in Italia nell'esercizio di imprese, arti o professioni, e le importazioni da chiunque effettuate. Una vendita fra due privati, quindi, non ha IVA.

Il meccanismo si regge su due regole.

  1. Rivalsa (articolo 18): chi vende addebita l'IVA al cliente, in fattura o dentro il prezzo.
  2. Detrazione (articolo 19): chi ha una partita IVA toglie dall'IVA incassata quella pagata sugli acquisti fatti per l'attività.

Ogni passaggio della filiera versa solo l'IVA sul valore aggiunto in quel passaggio. Chi non può detrarre, cioè il consumatore finale, sostiene l'imposta per intero.

Un esempio con numeri tondi

PassaggioIVA incassataIVA detrattaIVA versata
Il produttore vende al negozio a 100 + IVA22022
Il negozio vende al cliente a 150 + IVA332211
Il cliente privatonon detraeha pagato 33

L'esempio usa l'aliquota ordinaria. Lo Stato incassa 33 in tutto, in due rate da soggetti diversi.

Le aliquote

L'articolo 16 del decreto IVA, nel testo consultato su Normattiva il 1 ottobre 2026, fissa l'aliquota ordinaria al 22 per cento. Le aliquote ridotte sono del 4, 5 e 10 per cento, per i beni e i servizi elencati nelle parti II, II-bis e III della Tabella A allegata al decreto. Quale aliquota si applica a un prodotto dipende da quelle tabelle, che il legislatore modifica di tanto in tanto: controlla il testo vigente quando hai un dubbio.

Esistono poi operazioni non imponibili, come le esportazioni, ed esenti, come molte prestazioni sanitarie e finanziarie (articolo 10). Su queste non si addebita IVA, con conseguenze diverse sulla detrazione.

Chi paga l'IVA sulla fattura

Di regola il debitore d'imposta verso lo Stato è chi vende o presta il servizio (articolo 17, primo comma). Il cliente la paga al venditore, che poi la versa.

Ci sono però casi di inversione contabile (reverse charge), in cui è il cliente con partita IVA a versarla al posto del fornitore. Succede per esempio negli acquisti da fornitori non residenti e in alcuni settori elencati dallo stesso articolo 17. Nella fattura il venditore non addebita l'imposta e indica la norma che lo giustifica.

Chi applica il regime forfettario non addebita l'IVA ai clienti per le operazioni nazionali e non detrae quella sugli acquisti (legge 190/2014, articolo 1, comma 58).

Quando nasce l'obbligo: il momento dell'operazione

L'IVA diventa dovuta quando l'operazione si considera effettuata (articolo 6):

Se si emette la fattura o si incassa un acconto prima, l'operazione si considera effettuata, per quella parte, in quel momento. La fattura va emessa entro dodici giorni dal momento di effettuazione (articolo 21, comma 4), salvo i casi di fattura differita previsti dallo stesso comma. Cosa deve contenere la trovi nella pagina su cos'è una fattura. Negozi e ristoranti non sono obbligati alla fattura se il cliente non la chiede (articolo 22): certificano l'incasso con il documento commerciale, spiegato nella pagina sulle ricevute fiscali.

Ogni quanto si paga l'IVA

Liquidazione mensile

La regola generale è nel D.P.R. 23 marzo 1998, n. 100, articolo 1. Entro il 16 di ogni mese il contribuente calcola la differenza fra l'IVA a debito del mese precedente e quella detraibile, e versa il saldo con il modello F24.

Liquidazione trimestrale

I contribuenti minori possono scegliere la cadenza trimestrale (D.P.R. 14 ottobre 1999, n. 542, articolo 7). Versano entro il 16 del secondo mese successivo a ciascuno dei primi tre trimestri, cioè 16 maggio, 16 agosto e 16 novembre. Sulle somme si aggiungono interessi dell'1 per cento (comma 3). Il quarto trimestre confluisce nel saldo annuale. Per scegliere il trimestrale bisogna restare sotto una soglia di volume d'affari fissata dalla legge e aggiornata nel tempo. Verificala nel testo vigente o con chi ti segue la contabilità.

Acconto di dicembre e saldo annuale

CadenzaScadenzaNorma
Mensile16 del mese successivoD.P.R. 100/1998, art. 1
Trimestrale (opzione)16 maggio, 16 agosto, 16 novembreD.P.R. 542/1999, art. 7
Acconto27 dicembreL. 405/1990, art. 6
Saldo annuale16 marzoD.P.R. 542/1999, art. 6

Errori comuni

L'IVA non è l'unica imposta di chi ha un'attività: per le società c'è anche l'IRAP. Il resto è negli articoli su fisco e agevolazioni.

Domande frequenti

Chi paga l'IVA, il venditore o il cliente?

Economicamente il cliente finale, che non può detrarla. Giuridicamente il debitore verso lo Stato è chi vende o presta il servizio (D.P.R. 633/1972, art. 17), salvo i casi di inversione contabile in cui la versa il cliente con partita IVA.

Quando si paga l'IVA trimestrale?

Entro il 16 maggio, il 16 agosto e il 16 novembre per i primi tre trimestri, con l'aggiunta dell'1 per cento di interessi. Il quarto trimestre si versa con il saldo annuale entro il 16 marzo (D.P.R. 542/1999, artt. 6 e 7).

Il privato deve versare l'IVA?

No. Il privato la paga nel prezzo e non ha obblighi di versamento. Le importazioni sono l'eccezione: l'IVA si applica "da chiunque effettuate" e si paga in dogana o al corriere.

L'IVA si paga sulla fattura emessa o su quella incassata?

Di regola sull'operazione effettuata: per i beni conta la consegna, per i servizi il pagamento. Esiste anche un regime opzionale di IVA per cassa, con regole proprie, che lega il versamento all'incasso.

Cosa succede se non verso l'IVA in tempo?

Sono dovuti la sanzione per omesso versamento e gli interessi. Se l'errore non è ancora stato contestato puoi correggerlo con il ravvedimento operoso, che riduce la sanzione tanto più quanto prima paghi.