Le centrali rischi in Italia: mappa delle banche dati sul credito
"Essere segnalati in centrale rischi" può voler dire quattro cose diverse: quali archivi esistono, chi li gestisce e dove chiedere i propri dati.
In Italia non esiste una sola "centrale rischi". Quando una banca valuta una richiesta di finanziamento può consultare archivi diversi: uno pubblico gestito dalla Banca d'Italia, uno pubblico dedicato ad assegni e carte, alcuni privati gestiti da società come CRIF, e il registro dei protesti delle Camere di commercio. Hanno regole, durate e canali di accesso diversi.
Questo articolo è informazione generale: non è consulenza legale o finanziaria e non è un'offerta di credito. Per la tua situazione rivolgiti a un'associazione di consumatori o a un consulente abilitato.
Le quattro banche dati a colpo d'occhio
| Archivio | Chi lo gestisce | Che cosa registra |
|---|---|---|
| Centrale dei rischi (CR) | Banca d'Italia | finanziamenti e garanzie verso banche e finanziarie, positivi e negativi |
| Centrale d'allarme interbancaria (CAI) | Banca d'Italia, con un gestore tecnico esterno | assegni senza autorizzazione o provvista, carte di pagamento revocate |
| Sistemi di informazioni creditizie (SIC) | società private (CRIF, Experian, CTC, Assilea) | richieste e rapporti di credito, pagamenti regolari e ritardi |
| Registro informatico dei protesti | Camere di commercio | cambiali e assegni protestati |
La Centrale dei rischi della Banca d'Italia
La Centrale dei rischi è una base dati pubblica sui debiti di famiglie e imprese verso il sistema bancario e finanziario. Banche e finanziarie sono obbligate a parteciparvi e inviano i dati ogni mese.
Secondo la guida della Banca d'Italia "La Centrale dei rischi in parole semplici" (versione aggiornata a febbraio 2026, consultata il 1 ottobre 2026), un finanziamento è registrato quando il cliente deve restituire almeno 30.000 euro a un intermediario. Le sofferenze sono registrate già sopra i 250 euro. Non è una lista di cattivi pagatori: contiene anche le informazioni positive. Gli intermediari possono consultare solo i dati degli ultimi tre anni.
La CAI: assegni e carte
La Centrale d'allarme interbancaria è l'archivio istituito presso la Banca d'Italia dalla legge 15 dicembre 1990, n. 386 (art. 10-bis). Registra chi emette assegni senza autorizzazione o senza fondi e chi si vede revocare una carta di pagamento. Non registra mutui o prestiti.
I SIC privati, come CRIF
I sistemi di informazioni creditizie sono banche dati private a cui banche e finanziarie aderiscono su base volontaria. Le loro regole non vengono dalla Banca d'Italia, che non li supervisiona, ma da un codice di condotta approvato dal Garante per la protezione dei dati personali il 12 settembre 2019.
Il registro dei protesti
Quando una cambiale o un assegno non viene pagato e il pubblico ufficiale leva il protesto, la notizia entra nel registro informatico tenuto dalle Camere di commercio. Vi resta per cinque anni (D.L. 381/1995, art. 3-bis, convertito dalla legge 480/1995). Chi paga entro dodici mesi dalla levata può chiederne la cancellazione (legge 12 febbraio 1955, n. 77, art. 4).
Per quanto tempo restano i dati
| Archivio | Durata, secondo la fonte |
|---|---|
| CR | traccia conservata anche dopo la chiusura; consultabili dagli intermediari gli ultimi 3 anni (guida Banca d'Italia) |
| CAI | sei mesi per l'emittente di assegni a vuoto; due anni per le carte revocate; fino a cinque anni per le sanzioni (pagina Banca d'Italia sull'accesso ai dati CAI) |
| SIC | da 12 a 36 mesi per i dati negativi, a seconda che il ritardo sia stato regolarizzato (codice di condotta, Allegato 2) |
| Protesti | cinque anni, salvo cancellazione o riabilitazione (L. 480/1995; L. 108/1996, art. 17) |
Durate consultate il 1 ottobre 2026 nelle fonti indicate.
Come controllare la tua posizione
- CR e CAI: si chiedono gratis alla Banca d'Italia dal portale dei servizi online, che dal 13 aprile 2026 è l'unico canale telematico, oppure presso una Filiale. I due servizi sono descritti nelle pagine sull'accesso ai dati della Centrale dei Rischi e sull'accesso ai dati della CAI.
- SIC: la richiesta va fatta a ciascun gestore dei sistemi di informazioni creditizie (CRIF, Experian, CTC), perché la Banca d'Italia non conserva i loro dati. L'accesso standard previsto dal codice di condotta è gratuito per le persone fisiche.
- Protesti: presso la Camera di commercio.
Se un dato è sbagliato, la correzione va chiesta a chi l'ha segnalato: la banca, la finanziaria o l'ente.
Perché contano quando chiedi un prestito
La consultazione delle banche dati è una parte dell'istruttoria creditizia con cui il finanziatore valuta il merito di credito. Se il rifiuto dipende da informazioni negative, il consumatore ha diritto di saperlo gratuitamente (art. 125, comma 2, TUB). Anche le piattaforme di social lending possono partecipare ai SIC. Gli altri strumenti di credito sono nelle guide su prestiti e finanziamenti, e l'indice di Soldi e Finanza Online raccoglie tutte le sezioni.
Domande frequenti
Centrale rischi e CRIF sono la stessa cosa?
No. La Centrale dei rischi è un archivio pubblico gestito dalla Banca d'Italia, a cui banche e finanziarie devono partecipare per legge. CRIF gestisce un sistema di informazioni creditizie privato, regolato dal codice di condotta approvato dal Garante privacy.
Si paga per sapere se si è segnalati?
L'accesso ai propri dati in Centrale dei rischi e in CAI presso la Banca d'Italia è gratuito. Anche presso i SIC privati la richiesta standard prevista dal codice di condotta è gratuita per le persone fisiche, anche se esistono servizi a pagamento più rapidi.
Si può essere segnalati senza saperlo?
Per i SIC e per le informazioni negative in Centrale dei rischi il consumatore ha diritto a un preavviso la prima volta che viene segnalato. Per la CAI, nel caso di assegno senza provvista, la banca invia un preavviso di revoca (legge 386/1990, art. 9-bis). Per la Centrale dei rischi, l'ABF ha deciso che senza preavviso una segnalazione legittima resta valida, ma puoi chiedere il risarcimento del danno se lo provi.
Pagare il debito cancella subito la segnalazione?
Non sempre. Nei SIC i dati sui ritardi regolarizzati restano per un periodo stabilito dal codice di condotta; in CAI restano per la durata prevista e poi si cancellano da soli. Per i protesti valgono la cancellazione o la riabilitazione.
Un'agenzia può cancellarmi dalla centrale rischi a pagamento?
Una segnalazione corretta non si cancella su richiesta, né gratis né a pagamento. Secondo la Banca d'Italia i dati si modificano solo se sono sbagliati, e la correzione spetta a chi li ha segnalati.