Redditest e redditometro: stato attuale e regole dell'accertamento sintetico
Il Redditest era uno strumento di autoverifica legato al redditometro. Il decreto che faceva funzionare il redditometro è stato abrogato nel 2018. L'accertamento basato sulle spese però esiste ancora, con regole riscritte nel 2024.
Chi cerca il Redditest oggi non lo trova: il 1 ottobre 2026 non risulta fra i servizi del sito dell'Agenzia delle Entrate. Non abbiamo trovato nemmeno una pagina ufficiale che ne descriva la sorte. Era nato negli anni del vecchio redditometro come strumento per confrontare da sé reddito dichiarato e spese. Il redditometro di quegli anni non c'è più: il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, articolo 10, ha abrogato il decreto ministeriale del 16 settembre 2015 che lo rendeva operativo. Resta invece la norma di legge da cui tutto deriva, l'accertamento sintetico dell'articolo 38 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.
Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale o legale. Per la tua situazione rivolgiti a un commercialista, a un CAF o a un avvocato tributarista.
Che cosa era il redditometro
L'articolo 38 consente al fisco di ricostruire il reddito di una persona fisica a partire da ciò che spende. Le forme sono due:
- sintetico puro (quarto comma): l'ufficio può sempre determinare il reddito complessivo sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nell'anno;
- redditometro in senso stretto (quinto comma): la ricostruzione si basa su "elementi indicativi di capacità contributiva" individuati statisticamente. Un decreto del Ministero dell'economia, da pubblicare ogni due anni, li stabilisce per tipo di famiglia e area territoriale.
Dal 2018 il quinto comma richiede anche che il decreto sia adottato sentiti l'ISTAT e le associazioni dei consumatori sul metodo di ricostruzione. Lo ha aggiunto lo stesso D.L. 87/2018, comma 1.
Cosa è successo nel 2018
Il comma 2 dell'articolo 10 del D.L. 87/2018 ha abrogato il decreto del 2015. Le sue disposizioni hanno cessato di avere efficacia per gli anni d'imposta successivi al 2015. Il comma 3 ha lasciato salvi gli inviti e gli atti relativi agli anni fino al 2015. Non si applica agli atti già notificati e non dà diritto a rimborsi.
Se oggi esista un nuovo decreto ministeriale applicabile al quinto comma non siamo riusciti a verificarlo su fonti primarie il 1 ottobre 2026. Se ricevi un atto basato sul redditometro, il primo controllo da fare con un professionista è proprio quale decreto e quale anno l'ufficio richiama.
Le regole in vigore oggi
Il decreto legislativo 5 agosto 2024, n. 108, ha riscritto una parte dell'articolo 38. Nel testo consultato su Normattiva il 1 ottobre 2026 l'accertamento sintetico, in entrambe le forme, si può fare solo se il reddito accertabile supera il dichiarato:
- di almeno un quinto, e comunque
- di almeno dieci volte l'assegno sociale annuo, il cui importo è aggiornato per legge.
L'importo dell'assegno sociale cambia nel tempo e non lo riportiamo: va letto sul sito dell'INPS per l'anno di riferimento.
Le garanzie per il contribuente
| Garanzia | Cosa prevede l'articolo 38 |
|---|---|
| Prova contraria | puoi dimostrare che le spese sono state finanziate con redditi di altri anni, redditi esenti o tassati alla fonte, o somme di altre persone |
| Importi diversi | puoi dimostrare che le spese hanno un ammontare diverso da quello attribuito |
| Risparmio accumulato | puoi dimostrare che il denaro speso era risparmio di anni precedenti |
| Contraddittorio | l'ufficio deve invitarti a fornire dati e poi avviare l'accertamento con adesione |
| Oneri | dal reddito ricostruito si deducono gli oneri dell'articolo 10 del TUIR e spettano le detrazioni |
Un esempio di reddito "legalmente escluso" dalla base IRPEF è l'affitto tassato con la cedolare secca: non entra nell'IRPEF, ma è denaro che puoi usare per giustificare le spese.
Cosa puoi fare oggi al posto del Redditest
Senza uno strumento ufficiale, la verifica è una questione di documenti. Se negli anni hai fatto spese importanti, come una casa, un'auto o lavori, tieni insieme:
- gli estratti conto da cui risultano i pagamenti;
- la prova dell'origine del denaro: risparmi, vendite di beni, eredità, donazioni, prestiti di familiari con bonifico tracciato;
- i contratti e gli atti di acquisto, finanziamento o mutuo.
Più l'origine delle somme è documentata, più facile è rispondere a un invito.
Se l'accertamento diventa definitivo
Un avviso di accertamento non contestato diventa esecutivo e passa alla riscossione. I debiti nati da accertamento non rientrano nella rottamazione quinquies, che riguarda solo imposte dichiarate e non versate e contributi INPS. Lo spieghiamo nella pagina sulla rottamazione delle cartelle. Restano la rateizzazione e, nei casi di crisi, le procedure di sovraindebitamento. Le altre guide sono nelle pagine su fisco e agevolazioni e nell'indice del sito.
Domande frequenti
Il Redditest esiste ancora?
Il 1 ottobre 2026 non risulta fra i servizi del sito dell'Agenzia delle Entrate, e non abbiamo trovato una pagina ufficiale che ne descriva lo stato. Non affidarti a versioni scaricate da siti non ufficiali.
Il redditometro è stato abolito?
È stato abrogato il decreto ministeriale del 16 settembre 2015 che lo rendeva operativo (D.L. 87/2018, art. 10), con effetto per gli anni dal 2016. La norma sull'accertamento sintetico, articolo 38 del D.P.R. 600/1973, resta in vigore con le soglie introdotte dal D.Lgs. 108/2024.
Quando può scattare l'accertamento sintetico?
Nel testo vigente, solo se il reddito ricostruito supera il dichiarato di almeno un quinto e di almeno dieci volte l'assegno sociale annuo. L'ufficio deve invitarti a fornire chiarimenti e avviare l'adesione.
Come si giustificano le spese al fisco?
Dimostrando che sono state pagate con redditi di altri anni, redditi esenti o già tassati alla fonte, risparmi accumulati o somme di familiari, oppure che l'importo attribuito è sbagliato (art. 38, D.P.R. 600/1973). Servono documenti, non dichiarazioni generiche.
Il redditometro riguarda anche le società?
No. L'articolo 38 riguarda la rettifica delle dichiarazioni delle persone fisiche. Le società sono controllate con altri strumenti, a partire dalla contabilità e dalle indagini finanziarie.