TASI cos'è: il tributo sui servizi indivisibili e la sua abolizione
La TASI non si paga più dal 2020: la legge di bilancio l'ha abolita e ha riscritto l'IMU. Che cosa era, chi la versava, che fine hanno fatto le sue regole e cosa fare se arriva un avviso per un anno vecchio.
Chi cerca "TASI cosa è" di solito vuole sapere una cosa sola: se la deve ancora pagare. La risposta breve è no. Dal 2020 la TASI non esiste più: la legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio 2020), all'articolo 1, comma 738, ha abolito l'imposta unica comunale di cui la TASI faceva parte, salvo la tassa sui rifiuti, e ha stabilito che l'IMU è disciplinata dai commi da 739 a 783 della stessa legge.
Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale. Per la tua situazione rivolgiti all'ufficio tributi del tuo Comune, a un CAF o a un commercialista.
Che cosa era la TASI
La sigla stava per tributo per i servizi indivisibili: illuminazione pubblica, manutenzione delle strade, sicurezza, cioè i servizi del Comune che vanno a tutti e non si possono fatturare al singolo. Era stata istituita dalla legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), che all'articolo 1, comma 639, creava l'imposta unica comunale (IUC) con tre componenti:
| Componente | Natura | Chi la doveva |
|---|---|---|
| IMU | imposta patrimoniale | il possessore dell'immobile |
| TASI | tributo sui servizi indivisibili | sia il possessore sia l'utilizzatore |
| TARI | tassa sui rifiuti | chi occupa i locali |
La TASI era quindi l'unica delle tre che coinvolgeva insieme proprietario e inquilino.
Chi pagava la TASI
Secondo il comma 669 della legge 147/2013, nella versione rimasta in vigore fino all'abolizione, il presupposto era il possesso o la detenzione di fabbricati e aree edificabili. Erano esclusi i terreni agricoli e l'abitazione principale, tranne le case di lusso nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
Il comma 671 stabiliva che la TASI era dovuta da chiunque possedesse o detenesse l'immobile, a qualsiasi titolo. Quando la casa era occupata da una persona diversa dal proprietario, il comma 681 dava a ciascuno un'obbligazione autonoma. L'occupante pagava una quota fissata dal Comune nel proprio regolamento, compresa fra il 10 e il 30 per cento del totale, e il proprietario versava il resto.
Le aliquote le decideva ogni Comune entro i limiti di legge, quindi l'importo dipendeva da Comune e anno.
Perché è stata abolita e cosa l'ha sostituita
La legge 160/2019 ha unificato IMU e TASI in una nuova IMU. Il comma 780 abroga dal 1° gennaio 2020 le norme della IUC che riguardavano IMU e TASI e lascia in vigore quelle sulla TARI.
Le regole principali della nuova IMU, tutte nella legge 160/2019:
- Chi la paga (comma 743): i possessori, cioè il proprietario o il titolare di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie. L'inquilino non è soggetto passivo IMU.
- Prima casa (comma 740): l'abitazione principale non paga, salvo le categorie A/1, A/8 e A/9.
- Scadenze (comma 762): due rate, il 16 giugno e il 16 dicembre, oppure un'unica soluzione entro il 16 giugno.
- Aliquote (comma 767): valgono per l'anno solo se il Comune le pubblica sul sito del Dipartimento delle finanze entro il 28 ottobre. Altrimenti restano quelle dell'anno prima.
Per l'inquilino la TASI è sparita; per il proprietario è confluita nell'IMU.
La TARI non è stata toccata
La TARI, la tassa sui rifiuti, è sopravvissuta all'abolizione della IUC ed è ancora dovuta da chi occupa i locali, inquilino compreso. Chi deve pagarla e in quali casi lo spieghiamo nella guida alla TARI per inquilini e proprietari.
Se ti arriva un avviso per la TASI di un anno vecchio
La TASI degli anni fino al 2019 può ancora comparire in un avviso di accertamento o in una cartella. La regola sui tempi è nell'articolo 1, comma 161, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Gli avvisi dei Comuni sui tributi locali vanno notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il versamento avrebbe dovuto essere fatto.
Prima di pagare, controlla tre cose:
- l'anno di riferimento e la data di notifica dell'avviso;
- il Comune e l'immobile indicati, perché gli errori di intestazione sono frequenti;
- se avevi già versato, recuperando i modelli F24 di quell'anno.
Se qualcosa non torna, chiedi chiarimenti per iscritto all'ufficio tributi o fatti assistere da un CAF.
Dove leggere le regole aggiornate
Il testo vigente delle norme citate si legge su Normattiva, nella legge di bilancio 2020 (L. 160/2019) e nella legge di stabilità 2014 (L. 147/2013). Per l'aliquota IMU del tuo Comune fa fede la delibera comunale dell'anno.
Se stai comprando casa, le imposte da considerare sono altre, al momento del rogito: le trovi nella pagina sulle agevolazioni per l'acquisto della prima casa. Il calendario annuale dei pagamenti di un privato è nella guida agli adempimenti fiscali. Le altre imposte e i bonus sono raccolti nelle guide su fisco e agevolazioni.
Domande frequenti
La TASI si paga ancora?
No. Dal 2020 la TASI è abolita: la legge 160/2019, articolo 1, comma 738, ha soppresso l'imposta unica comunale tranne la TARI e ha riscritto l'IMU.
IMU e TASI si pagano insieme?
Non più. Dal 2020 c'è una sola imposta, la nuova IMU, che il possessore versa in due rate il 16 giugno e il 16 dicembre, o in un'unica soluzione entro il 16 giugno (comma 762).
L'inquilino pagava la TASI?
Sì, in parte. Quando l'immobile era occupato da chi non ne era proprietario, l'occupante versava una quota fissata dal Comune fra il 10 e il 30 per cento della TASI dovuta (legge 147/2013, comma 681). Con la nuova IMU l'inquilino non paga più nulla per questo titolo, ma resta tenuto alla TARI.
La TASI sulla prima casa si pagava?
Nell'ultima versione delle regole, no: il comma 669 escludeva l'abitazione principale, tranne le categorie catastali di lusso A/1, A/8 e A/9. La nuova IMU segue lo stesso principio (legge 160/2019, comma 740).
Ho ricevuto un avviso per la TASI di qualche anno fa: è valido?
Può esserlo, se è stato notificato entro i termini. Per i tributi locali il limite è il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello del versamento dovuto (legge 296/2006, art. 1, comma 161). Verifica anno, immobile e pagamenti, e chiedi all'ufficio tributi o a un CAF se valgono proroghe nel tuo caso.