Bonus mobili senza ristrutturazione? Quali lavori danno diritto alla detrazione
La detrazione per mobili ed elettrodomestici è legata per legge a un intervento edilizio. Quali lavori la fanno scattare, quali no, entro quando devono partire e come si dimostra l'inizio.
Il "bonus mobili senza ristrutturazione" non esiste, né nel 2022 né oggi. L'articolo 16, comma 2, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63 riconosce la detrazione per mobili e grandi elettrodomestici solo a chi usufruisce anche della detrazione per un intervento di recupero del patrimonio edilizio, e solo se i lavori sono iniziati dal 1° gennaio dell'anno precedente a quello dell'acquisto. Per gli acquisti del 2026, quindi, servono lavori partiti dal 1° gennaio 2025 in poi.
Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale o tecnica. Per la tua situazione rivolgiti a un CAF, a un commercialista o al tecnico che segue i lavori.
Perché i mobili dipendono dai lavori
Il bonus mobili non è una misura autonoma: è un'appendice della detrazione per le ristrutturazioni, disciplinata dall'articolo 16-bis del TUIR (D.P.R. 917/1986). Lo dice la legge stessa, che lo riserva "ai contribuenti che fruiscono della detrazione" per i lavori. Ne seguono tre conseguenze pratiche:
- la stessa persona deve avere la detrazione per i lavori e quella per i mobili, perché coniugi diversi non si sommano;
- lo stesso immobile deve essere oggetto dei lavori e dell'arredo, anche in un ambiente diverso da quello ristrutturato;
- l'importo dei lavori non conta: secondo la guida dell'Agenzia delle Entrate di gennaio 2026 basta aver pagato anche solo una parte dei lavori, gli oneri di urbanizzazione o il compenso del professionista.
Quali interventi fanno scattare il bonus mobili
L'articolo 16-bis del TUIR rinvia alle categorie dell'articolo 3 del D.P.R. 380/2001, il testo unico dell'edilizia. Il confine decisivo è fra manutenzione ordinaria e straordinaria.
Sul singolo appartamento
Danno diritto al bonus la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia. Non basta la manutenzione ordinaria. Gli esempi che l'Agenzia delle Entrate riporta nella sua guida sono questi:
| Lavori che valgono | Lavori che non valgono da soli |
|---|---|
| realizzazione dei servizi igienici | tinteggiatura di pareti e soffitti |
| sostituzione dei tramezzi interni | sostituzione dei pavimenti |
| sostituzione degli infissi esterni cambiando materiale o tipologia | sostituzione degli infissi esterni identici |
| costruzione di scale interne, rifacimento di scale e rampe | rifacimento degli intonaci interni |
| installazione di una stufa a pellet o di un generatore a biomassa |
Il bagno è il caso più frequente. Rifare un bagno può essere manutenzione straordinaria oppure ordinaria a seconda di cosa si fa: cambiare solo il pavimento rientra nella seconda. A qualificare l'intervento è il titolo edilizio, quindi chiedi al tecnico come l'ha inquadrato prima di contare sul bonus.
Sulle parti comuni del condominio
Sulle parti comuni basta anche la manutenzione ordinaria, per esempio la tinteggiatura o il rifacimento delle grondaie. Il condomino però può detrarre solo gli arredi delle parti comuni, come la portineria o l'alloggio del portiere, e non i mobili del proprio appartamento.
Gli altri casi ammessi
Danno diritto al bonus anche la ricostruzione di un immobile danneggiato da un evento calamitoso, se è stato dichiarato lo stato di emergenza. Vale anche l'acquisto in un edificio interamente ristrutturato da un'impresa che vende entro 18 mesi dalla fine dei lavori, e in quel caso l'inizio lavori coincide con la data di acquisto o assegnazione.
Cosa non basta
Non tutto ciò che dà una detrazione edilizia apre al bonus mobili. Secondo la guida dell'Agenzia delle Entrate restano fuori:
- la realizzazione di box o posti auto pertinenziali, anche se detraibile;
- gli interventi per cui si usa l'ecobonus, cioè la detrazione per la riqualificazione energetica;
- le misure contro furti e intrusioni, salvo che siano anche lavori edilizi veri e propri;
- dal 1° gennaio 2025, la sostituzione dell'impianto di riscaldamento con una caldaia unica a combustibili fossili, che non è più detraibile come ristrutturazione e quindi non sostiene il bonus mobili.
Come si dimostra la data di inizio lavori
Il bonus spetta se l'inizio dei lavori precede l'acquisto dei beni. La data si prova con il titolo abilitativo o la comunicazione richiesta dalle norme edilizie, con la comunicazione preventiva all'ASL quando è obbligatoria, oppure, per i lavori in edilizia libera, con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Lo prevede il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.
Prima di comprare, conserva in un'unica cartella questi documenti: il titolo o la dichiarazione con la data, le fatture dei lavori e le ricevute dei pagamenti.
Quanto vale la detrazione sui lavori nel 2026
Per i lavori stessi, il testo vigente dell'articolo 16, comma 1, del D.L. 63/2013 prevede per le spese del 2026 il 50% sull'abitazione principale, se paga il proprietario o il titolare di un diritto reale. Negli altri casi la detrazione è del 36%, sempre entro 96.000 euro per unità immobiliare. Per il 2027 le percentuali scendono. Il limite agli oneri detraibili per chi supera 75.000 euro di reddito, introdotto dall'articolo 16-ter del TUIR, può ridurre il beneficio: fattelo calcolare dal CAF.
Il tetto per i mobili è separato e si calcola a parte. Il quadro generale è nella guida al bonus mobili ed elettrodomestici, e i pagamenti nella pagina su come pagare i mobili con bonifico o carta.
Se hai già indicato in dichiarazione un bonus che non ti spettava, la strada per correggere prima di un controllo è il ravvedimento operoso. Le altre agevolazioni sono raccolte nelle guide su fisco e agevolazioni.
Domande frequenti
Si può avere il bonus mobili senza ristrutturazione?
No. L'articolo 16, comma 2, del D.L. 63/2013 lo riserva a chi usufruisce della detrazione per un intervento di recupero edilizio sullo stesso immobile, iniziato dal 1° gennaio dell'anno precedente all'acquisto.
La manutenzione straordinaria dà diritto al bonus mobili?
Sì, sul singolo appartamento servono almeno lavori di manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione. La manutenzione ordinaria, come tinteggiare o cambiare i pavimenti, vale solo sulle parti comuni condominiali.
Rifare il bagno basta per il bonus mobili?
Dipende da come sono classificati i lavori. La realizzazione dei servizi igienici è indicata dall'Agenzia delle Entrate fra la manutenzione straordinaria, mentre la sola sostituzione dei pavimenti è manutenzione ordinaria. Chiedi al tecnico come è inquadrato l'intervento.
Se cambio la caldaia posso avere il bonus mobili?
Dal 1° gennaio 2025 non più, se la nuova è una caldaia unica alimentata a combustibili fossili. Secondo la guida dell'Agenzia delle Entrate quell'intervento non è più detraibile come ristrutturazione e non sostiene il bonus mobili.
Entro quando devo comprare i mobili dopo i lavori?
La legge non fissa un intervallo fra lavori e acquisto. Conta che l'acquisto sia nell'anno in cui il bonus è in vigore, cioè per ora entro il 31 dicembre 2026, e che i lavori siano iniziati dal 1° gennaio dell'anno precedente.