Prestito infruttifero tra privati: contratto, causale del bonifico e restituzione

Un genitore che presta soldi a un figlio, due fratelli che si aiutano: il prestito infruttifero è un mutuo senza interessi. Per la legge gli interessi sono dovuti se non li si esclude, e un bonifico senza contratto può sembrare un regalo. Ecco come documentarlo.

Il prestito infruttifero è un prestito di denaro senza interessi, quasi sempre tra familiari o persone vicine. Giuridicamente è un mutuo a titolo gratuito: una persona consegna all'altra una somma e l'altra si obbliga a restituirla (art. 1813 del Codice civile). Funziona bene se è documentato. Senza un contratto scritto e senza un pagamento tracciabile, diventa difficile dimostrare che si trattava di un prestito, che era senza interessi e quando andava restituito.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza legale, fiscale o finanziaria e non è un'offerta di credito. Per la tua situazione rivolgiti a un notaio, a un avvocato, a un CAF o a un commercialista.

Chi scrive "prestito infruttuoso" intende lo stesso istituto: il termine corretto è infruttifero, cioè che non produce frutti, gli interessi.

Perché serve escludere gli interessi per iscritto

Il Codice civile parte dall'idea opposta. L'articolo 1815 stabilisce che, salvo diversa volontà delle parti, chi riceve il prestito deve pagare gli interessi. Un prestito è quindi infruttifero solo se le parti lo dicono, e il modo per provarlo è scriverlo.

La forma scritta conta anche sul piano fiscale. Per i capitali dati a mutuo l'articolo 45, comma 2, del TUIR (D.P.R. 917/1986) presume, salvo prova contraria, che gli interessi siano percepiti alle scadenze e nella misura pattuite per iscritto. Se la misura non è determinata per iscritto, gli interessi si computano al saggio legale. Come la norma si applica al tuo caso va verificato con un CAF o un commercialista: questa pagina non va oltre il testo della legge.

Prestito o donazione?

La differenza è sostanziale:

Prestito infruttiferoDonazione
Obbligo di restituiresì (art. 1813 c.c.)no
Forma richiestanessuna forma speciale; lo scritto serve come provaatto pubblico, a pena di nullità (art. 782 c.c.), salvo le donazioni di modico valore (art. 783 c.c.)

Un bonifico consistente da un genitore a un figlio senza alcun documento si presta a letture diverse. Per chi lo riceve può nascere un problema di prova; tra fratelli, al momento dell'eredità, può nascere una contestazione. Un contratto di prestito chiarisce che la somma va restituita.

Come mettere per iscritto un prestito infruttifero

Lo strumento più semplice è una scrittura privata firmata da entrambe le parti. Le regole generali, dai segnali di truffa agli interessi, sono nella pagina sul prestito tra privati. Il contratto dovrebbe indicare:

  1. le parti, con dati anagrafici e codice fiscale;
  2. l'importo, in cifre e in lettere;
  3. la clausola di gratuità: il prestito non produce interessi;
  4. la modalità di erogazione: bonifico dal conto di chi presta al conto di chi riceve;
  5. il piano di restituzione: rate, scadenze o termine finale;
  6. luogo, data e firme.

Il termine di restituzione

Se il contratto fissa un termine, nel mutuo gratuito si presume stabilito a favore di chi riceve il prestito (art. 1816 c.c.). In pratica chi presta non può pretendere la restituzione prima, mentre chi ha ricevuto può restituire in anticipo. Se un termine non c'è, lo stabilisce il giudice (art. 1817 c.c.). Lo stesso vale per la formula "restituirò quando potrò".

La data certa

Verso i terzi, come creditori, eredi o Fisco, la data di una scrittura non autenticata diventa certa solo con la registrazione o con uno degli altri fatti previsti dall'articolo 2704 c.c. La registrazione segue il D.P.R. 131/1986. Se per il tuo contratto sia obbligatoria o facoltativa, e con quale imposta, va verificato con l'Agenzia delle Entrate prima della firma.

La causale del bonifico per un prestito infruttifero

Nessuna legge prescrive una formula per la causale. Conta che sia coerente con il contratto e che permetta di collegare il movimento a quel documento. Un esempio di impostazione, da adattare:

Usare sempre il bonifico, sia per dare sia per restituire, crea una traccia che si legge insieme al contratto. L'uso del contante, inoltre, è soggetto a limiti di legge che cambiano nel tempo.

Una causale da sola non trasforma un regalo in un prestito, né il contrario: è il contratto a stabilire che cosa è stato concordato.

Prestito infruttifero non restituito

Se la somma non torna alle scadenze:

  1. invia una lettera di messa in mora, che interrompe anche la prescrizione (art. 2943 c.c.);
  2. se non basta, puoi chiedere al giudice un decreto ingiuntivo, che richiede una prova scritta del credito (art. 633 e 634 del Codice di procedura civile). Il contratto firmato e i bonifici sono la prova;
  3. tieni presente che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni (art. 2946 c.c.).

Senza contratto la strada è più difficile, perché chi ha ricevuto può sostenere che la somma era un regalo.

Prestito fruttifero tra privati

Se invece vuoi un compenso, il prestito è fruttifero. Gli interessi superiori alla misura legale vanno pattuiti per iscritto, altrimenti sono dovuti nella misura legale (art. 1284 c.c.). Gli interessi usurari rendono nulla la clausola (art. 1815, comma 2, c.c.). Per chi presta gli interessi sono reddito di capitale da dichiarare.

Quando il prestito di famiglia non basta

Se il prestito serve a comprare casa insieme a un mutuo bancario, ricorda che di solito la banca chiede un'ipoteca sulla casa e valuta il tuo indebitamento complessivo. Per un figlio che studia esistono anche prestiti dedicati agli studenti, come quello descritto nella pagina Per Merito di Intesa Sanpaolo. Le altre guide sono raccolte nelle guide su prestiti e finanziamenti.

Domande frequenti

Che cos'è un prestito infruttifero?

È un prestito di denaro senza interessi, giuridicamente un mutuo a titolo gratuito (art. 1813 c.c.). Siccome la legge presume dovuti gli interessi salvo diversa volontà delle parti (art. 1815 c.c.), la gratuità va scritta nel contratto.

Cosa scrivere nella causale del bonifico di un prestito infruttifero?

Nessuna legge fissa una formula. La causale deve richiamare il contratto, per esempio "Prestito infruttifero come da scrittura privata del" seguito dalla data. Per le restituzioni è utile indicare anche il numero della rata. Senza contratto, la causale da sola non basta a provare il prestito.

Il prestito infruttifero tra genitori e figli va registrato?

La registrazione dà data certa al contratto verso i terzi (art. 2704 c.c.) ed è regolata dal D.P.R. 131/1986. Se sia obbligatoria nel tuo caso, e con quale imposta, va verificato con l'Agenzia delle Entrate prima della firma.

Chi presta può chiedere indietro i soldi prima della scadenza?

Di regola no: nel mutuo gratuito il termine si presume a favore di chi riceve il prestito (art. 1816 c.c.). Chi ha ricevuto può invece restituire in anticipo. Se non è stato fissato un termine, lo stabilisce il giudice (art. 1817 c.c.).

Cosa faccio se un prestito infruttifero non viene restituito?

Invia una messa in mora scritta, che interrompe la prescrizione, e se serve chiedi un decreto ingiuntivo presentando contratto e bonifici come prova scritta (art. 633 c.p.c.). Il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni (art. 2946 c.c.).