Crowdfunding: significato, modelli e regole per chi partecipa

Crowdfunding significa finanziamento dalla folla: tante persone mettono piccole somme in un progetto attraverso una piattaforma online. Ma dietro la stessa parola ci sono una donazione, una prevendita, un prestito o un investimento in una società.

Il significato di crowdfunding è letterale: crowd è la folla, funding il finanziamento. Un progetto raccoglie denaro da molte persone tramite una piattaforma internet invece che da una banca o da pochi investitori. Che cosa ricevi in cambio dipende dal modello: niente, un prodotto, interessi su un prestito o quote di un'impresa.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza finanziaria e non è una raccomandazione di investimento. Prima di impegnare denaro rivolgiti a un consulente abilitato.

I quattro modelli di crowdfunding

ModelloChe cosa daiChe cosa riceviRegole UE 2020/1503
DonazioneUn contributoNulla in cambioNo
Ricompensa (reward)Un contributoUn prodotto o un servizio, spesso in prevenditaNo
LendingUn prestito a un'impresaRimborso del capitale con interessiSì
EquityUn investimentoQuote o titoli dell'impresaSì

La colonna di destra conta. Il Regolamento (UE) 2020/1503, all'articolo 2, definisce il servizio di crowdfunding come l'abbinamento tra investitori e titolari di progetti attraverso una piattaforma. Rientrano due sole attività: l'intermediazione nella concessione di prestiti e il collocamento di valori mobiliari e strumenti ammessi. Donazione e ricompensa restano fuori da queste regole e dipendono dalle condizioni della piattaforma.

Come funziona il crowdfunding regolato

Il Regolamento 2020/1503 si applica in tutta l'Unione. In Italia l'articolo 4-sexies.1 del Testo unico della finanza (D.Lgs. 58/1998) indica come autorità competenti la Consob e la Banca d'Italia. La Consob autorizza i fornitori di servizi di crowdfunding, sentita la Banca d'Italia; per banche, istituti di pagamento, IMEL e intermediari dell'albo 106 TUB l'autorizzazione la dà la Banca d'Italia, sentita la Consob.

Il Regolamento protegge soprattutto l'investitore non sofisticato, cioè la persona comune. Nel testo pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione L 347 del 20 ottobre 2020, consultato il 1 ottobre 2026:

L'articolo 1 fissa anche i confini. Il Regolamento non si applica alle offerte sopra 5.000.000 di euro calcolati su 12 mesi, né ai servizi forniti a titolari di progetti che sono consumatori.

Crowdfunding per privati: che cosa significa davvero

"Crowdfunding per privati" può voler dire due cose diverse. Se sei un privato che mette denaro, puoi farlo sulle piattaforme autorizzate, con le tutele sopra. Se sei un privato che chiede denaro per una spesa personale, il Regolamento non ti riguarda, per l'esclusione dei consumatori titolari di progetti. Restano le raccolte a donazione o a ricompensa, regolate dalle condizioni della piattaforma, oppure il prestito tra privati tramite piattaforme di social lending, con le sue regole.

I rischi, in ordine di gravità

  1. Perdita del capitale. Un prestito a una piccola impresa o una quota di una startup possono non essere rimborsati o perdere tutto il valore. La scheda informativa prevista dal Regolamento avverte che questi rischi non sono coperti dai sistemi di garanzia dei depositi né da quelli di indennizzo degli investitori.
  2. Liquidità. Prestiti e quote di solito non si rivendono facilmente prima della scadenza.
  3. Piattaforma. Una piattaforma non autorizzata non offre le tutele del Regolamento: verifica il nome del gestore nel registro ESMA e presso la Consob prima di versare.
  4. Progetto a ricompensa non consegnato. Nei modelli non regolati, se il prodotto non arriva conta solo il contratto con il creatore e con la piattaforma.

Non riportiamo rendimenti attesi o tassi medi: dipendono dal singolo progetto e non sono una promessa.

Altre forme di finanziamento a confronto

Per un'impresa piccola o una persona senza garanzie, il crowdfunding non è l'unica strada: c'è il microcredito con il suo fondo di garanzia, e per un bisogno di liquidità a breve il credito su pegno. Chi vende a rate o su fiducia incontra ancora la cambiale. Tutte le guide sono nella sezione prestiti e finanziamenti.

I testi di riferimento sono il Regolamento (UE) 2020/1503 e il Testo unico della finanza, articolo 4-sexies.1.

Domande frequenti

Che cos'è il crowdfunding in parole semplici?

È una raccolta di denaro per un progetto fatta presso molte persone tramite una piattaforma online. In cambio puoi ricevere nulla (donazione), un prodotto (ricompensa), interessi (lending) o quote dell'impresa (equity).

Chi controlla le piattaforme di crowdfunding in Italia?

Per i modelli lending ed equity, la Consob e la Banca d'Italia, autorità competenti indicate dall'articolo 4-sexies.1 del TUF ai sensi del Regolamento (UE) 2020/1503. L'ESMA pubblica il registro dei fornitori autorizzati (art. 14).

Posso ritirarmi dopo aver aderito a un'offerta?

Sì, se sei un investitore non sofisticato su una piattaforma regolata: l'articolo 22 del Regolamento prevede un periodo di riflessione di quattro giorni di calendario in cui puoi revocare senza motivazione e senza penali.

Un privato può chiedere soldi con il crowdfunding?

Con donazioni o ricompense sì, alle condizioni della piattaforma. Il crowdfunding regolato dal Regolamento 2020/1503 invece non si applica ai titolari di progetti che sono consumatori (art. 1, par. 2).

Il crowdfunding è sicuro?

Non è privo di rischio. Nel lending e nell'equity puoi perdere in tutto o in parte il capitale e questi rischi non sono coperti dai sistemi di garanzia dei depositi. Le tutele del Regolamento riguardano informazione e trasparenza, non il rendimento.