Microcredito: come funziona, chi può chiederlo e che ruolo ha il Fondo di garanzia

Il microcredito è un piccolo finanziamento senza garanzie reali per avviare o far crescere un'attività, sempre accompagnato da assistenza. In Italia la parola stessa è riservata dalla legge. Requisiti, limiti, servizi obbligatori e come interviene la garanzia pubblica.

Il microcredito è un finanziamento di importo contenuto, senza garanzie reali, concesso per avviare o esercitare un'attività di lavoro autonomo o una microimpresa e sempre accompagnato da servizi di assistenza e monitoraggio. In Italia lo disciplina l'articolo 111 del Testo unico bancario (TUB), attuato dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 17 ottobre 2014, n. 176. Il comma 5-bis dell'art. 111 riserva il nome: si può parlare di "microcredito" solo per i finanziamenti che hanno le caratteristiche fissate dalla legge.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza finanziaria e non è un'offerta di credito. Per un progetto concreto rivolgiti a un operatore di microcredito iscritto, a un commercialista o agli sportelli dell'Ente nazionale per il microcredito.

Microcredito: come funziona per legge

Le regole principali, nel testo vigente consultato il 1 ottobre 2026:

ElementoRegolaFonte
Chi lo concedesoggetti iscritti in un apposito elenco, in deroga alla riserva di attività delle bancheart. 111, comma 1, TUB
Importo massimo75.000 euro; fino a 100.000 euro per le società a responsabilità limitataart. 111, commi 1 e 1-bis, TUB; DM 176/2014, art. 4
Garanzieniente garanzie reali (per le srl il decreto le ammette)art. 111 TUB; DM 176/2014, art. 4
Durataal massimo dieci anniDM 176/2014, art. 4, comma 4
Ratecadenza al massimo trimestrale; l'inizio può essere posticipato per ragioni del progettoDM 176/2014, art. 4, comma 3
Assistenzaalmeno due servizi ausiliari, in istruttoria e per tutto il rimborsoDM 176/2014, art. 3

Il ministero può modificare i limiti con decreto (art. 111, comma 5, TUB), quindi verifica i valori aggiornati al momento della domanda.

Microcredito: requisiti di chi lo chiede

Possono chiederlo (art. 111 TUB, art. 1 DM 176/2014) persone fisiche, associazioni, società di persone, srl, srl semplificate e cooperative, per avviare o esercitare un'attività di lavoro autonomo o di microimpresa. Sono esclusi:

Il finanziamento deve servire a scopi precisi (art. 2 del decreto): acquisto di beni e servizi strumentali, anche in leasing, retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori, corsi di formazione.

I servizi di tutoraggio

È la caratteristica che distingue il microcredito da un prestito qualsiasi. L'operatore deve prestare almeno due tra questi servizi: supporto alla strategia del progetto, formazione su contabilità, finanza e personale, formazione sulle tecnologie, supporto su prezzi e vendite, supporto su problemi legali, fiscali e amministrativi, diagnosi delle criticità (art. 3).

Il microcredito sociale

L'art. 111, comma 3, TUB e il titolo II del DM 176/2014 prevedono anche prestiti a persone in condizioni di particolare vulnerabilità (disoccupazione, riduzione dell'orario di lavoro, non autosufficienza in famiglia, forte calo del reddito) per bisogni primari come spese mediche, affitto o istruzione. L'esposizione massima è di 10.000 euro, la durata massima di cinque anni, senza garanzie reali, con servizi di assistenza sul bilancio familiare. Il tasso effettivo globale non può superare il TEGM della categoria moltiplicato per 0,8 (art. 5, comma 6): il TEGM è aggiornato ogni trimestre dal Ministero dell'economia e pubblicato sul sito della Banca d'Italia.

Il Fondo di garanzia per il microcredito

Il microcredito non ha garanzie reali, ma può avere una garanzia pubblica: una quota del Fondo di garanzia per le PMI è riservata al microcredito dall'art. 39, comma 7-bis, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201. La garanzia la chiede l'operatore che concede il finanziamento; la misura massima è fissata dai decreti attuativi e dalle disposizioni operative del Fondo.

Secondo la pagina del Fondo sulla prenotazione del microcredito, consultata il 1 ottobre 2026, il beneficiario può prenotare la garanzia online con pochi dati:

  1. la prenotazione resta valida 5 giorni lavorativi, entro i quali devi trovare un finanziatore che la confermi;
  2. dopo la conferma, entro 60 giorni un soggetto abilitato deve presentare la richiesta di ammissione alla garanzia;
  3. la prenotazione non garantisce né la concessione della garanzia né il finanziamento.

Prima di firmare: cosa verificare

Per un progetto piccolo esistono anche il crowdfunding e, per liquidità immediata, il credito su pegno. Prima di chiedere qualunque finanziamento, controlla cosa risulta a tuo nome nei sistemi di informazioni creditizie come CRIF. Promozione e monitoraggio sono compiti dell'Ente nazionale per il microcredito, ente pubblico non economico. Le altre forme di credito sono nelle guide su prestiti e finanziamenti.

Domande frequenti

Come funziona il microcredito?

Un operatore iscritto nell'elenco dell'art. 111 TUB presta una somma limitata, senza garanzie reali, per avviare o sviluppare un'attività autonoma o una microimpresa, e la accompagna con almeno due servizi di assistenza per tutta la durata del rimborso.

Quali sono i requisiti per il microcredito?

Essere una persona fisica, un'associazione, una società di persone, una srl, una srl semplificata o una cooperativa, con un'attività autonoma o una microimpresa da avviare o esercitare. Sono esclusi gli autonomi con più di 5 dipendenti e le società con più di 10 dipendenti non soci (DM 176/2014, art. 1).

Qual è l'importo massimo del microcredito?

Nel testo dell'art. 111 TUB vigente al 1 ottobre 2026, 75.000 euro, e fino a 100.000 euro per le srl. Per il microcredito sociale l'esposizione massima è di 10.000 euro (DM 176/2014, art. 5).

Il Fondo di garanzia copre il microcredito?

Sì, una quota del Fondo di garanzia per le PMI è riservata al microcredito (D.L. 201/2011, art. 39, comma 7-bis). La garanzia la chiede l'operatore; il beneficiario può prenotarla online, ma la prenotazione non assicura il finanziamento.

Il microcredito si restituisce?

Sì, è un prestito: si rimborsa con rate al massimo trimestrali, entro la durata massima di dieci anni prevista dal DM 176/2014. Non è un contributo a fondo perduto.