CAI assegni: come funziona la Centrale d'allarme interbancaria

Un assegno scoperto non porta in Centrale dei rischi ma in un altro archivio della Banca d'Italia, la CAI. Cosa registra, quali termini dà la legge per rimediare, quanto dura l'iscrizione e come controllare i tuoi dati.

La Centrale d'allarme interbancaria (CAI) è l'archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento istituito presso la Banca d'Italia dall'articolo 10-bis della legge 15 dicembre 1990, n. 386. Chi cerca "CAI assegni" di solito ha emesso un assegno che non è stato pagato, o teme di averlo fatto. La legge dà un termine preciso per rimediare, ed è la prima cosa da sapere.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza legale o finanziaria e non è un'offerta di credito. Per la tua situazione rivolgiti alla tua banca, a un avvocato o a un'associazione di consumatori.

CAI e Centrale rischi non sono la stessa cosa

Spesso si dice "CAI centrale rischi", ma sono archivi distinti. La Centrale dei rischi della Banca d'Italia registra mutui, prestiti e garanzie. La CAI serve a prevenire l'uso irregolare di assegni e carte, e secondo la Banca d'Italia non contiene "dati storici": ogni iscrizione si cancella da sola alla scadenza.

Che cosa registra la CAI

La pagina della Banca d'Italia sull'accesso ai dati CAI, consultata il 1 ottobre 2026, elenca contenuti e durate:

Dato registratoDurata dell'iscrizione
Chi ha emesso assegni senza autorizzazione o senza fondisei mesi
Gli assegni stessisei mesi
Assegni non restituiti dopo la revocadieci anni
Assegni rubati, smarriti o bloccatidieci anni
Chi si è visto revocare una carta di pagamento per mancato pagamentodue anni
Carte revocate, rubate o smarritedue anni
Sanzioni amministrative dei Prefetti e sanzioni penali collegateda due a cinque anni

A inserire i dati sono le banche, gli uffici postali, gli emittenti di carte, le Prefetture e l'autorità giudiziaria.

Assegno scoperto: cosa succede e quali termini hai

Il preavviso di revoca

Se un assegno non viene pagato per mancanza di fondi, la banca deve mandarti un preavviso di revoca entro il decimo giorno dalla presentazione, con telegramma, raccomandata o altro mezzo concordato (art. 9-bis, legge 386/1990). Il preavviso ti avverte che, se non provi il pagamento nei termini, sarai iscritto in CAI e perderai l'autorizzazione a emettere assegni.

Il pagamento tardivo

L'articolo 8 della legge 386/1990 prevede che le sanzioni amministrative non si applichino se paghi entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell'assegno. Devi pagare insieme:

La prova del pagamento va data alla banca trattaria. Serve una quietanza del portatore con firma autenticata, oppure l'attestazione di un deposito vincolato presso la banca. L'autenticazione la fa un notaio, come per il rogito notarile, o un altro pubblico ufficiale autorizzato (art. 2703 c.c.).

L'iscrizione e la revoca

Se il termine passa senza prova del pagamento, la banca ti iscrive in CAI. Per un assegno emesso senza autorizzazione, l'iscrizione avviene entro il ventesimo giorno dalla presentazione (art. 9). L'iscrizione comporta:

  1. la revoca di ogni autorizzazione a emettere assegni;
  2. il divieto, per sei mesi, per qualunque banca o ufficio postale di stipulare con te nuove convenzioni di assegno;
  3. il blocco dei pagamenti degli assegni emessi dopo l'iscrizione, anche se coperti.

Restano le sanzioni amministrative, decise dal Prefetto del luogo di pagamento (art. 4). L'assegno non pagato è inoltre titolo esecutivo anche per la penale (art. 3, comma 2).

Carte di pagamento revocate

Anche una carta può portarti in CAI. Succede se l'emittente revoca l'autorizzazione a usarla perché non hai pagato le transazioni o non hai costituito i fondi. L'iscrizione dura due anni. Se paghi in seguito, l'archivio registra il pagamento tardivo, ma l'iscrizione resta per la sua durata.

Come controllare i tuoi dati CAI

L'accesso è gratuito. Secondo la pagina della Banca d'Italia consultata il 1 ottobre 2026 puoi chiederlo:

Chiunque, inoltre, può verificare se un assegno ricevuto risulta bloccato conoscendone numero, codice ABI e CAB. Tutti i canali sono descritti nella pagina sull'accesso ai dati della CAI.

Se il dato è sbagliato

La correzione si chiede all'ente che ha fatto la segnalazione, che deve rimediare nel più breve tempo possibile. In alternativa puoi rivolgerti all'Arbitro Bancario Finanziario, al Garante privacy o al giudice, e presentare un esposto alla Banca d'Italia. Il testo della legge 386/1990 si legge su Normattiva. Le altre guide sul credito sono nelle guide su prestiti e finanziamenti.

Domande frequenti

Quanto tempo si resta in CAI per un assegno scoperto?

Sei mesi dall'iscrizione, secondo la Banca d'Italia. Per lo stesso periodo nessuna banca o ufficio postale può stipulare con te nuove convenzioni di assegno (legge 386/1990, art. 9). Le sanzioni del Prefetto restano registrate da due a cinque anni.

Posso evitare la CAI pagando l'assegno?

Sì, se paghi entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione l'assegno, gli interessi, la penale del 10% e le spese. Poi devi dare la prova del pagamento alla banca nei modi previsti dall'art. 8 della legge 386/1990.

La CAI è la stessa cosa della Centrale dei rischi?

No. Sono due archivi diversi della Banca d'Italia. La CAI riguarda assegni e carte di pagamento; la Centrale dei rischi riguarda finanziamenti e garanzie.

Con una segnalazione CAI posso aprire un conto?

La legge vieta per sei mesi nuove convenzioni di assegno, cioè il libretto di assegni, e il pagamento degli assegni emessi dopo l'iscrizione. Non vieta in sé di avere un conto. Le condizioni del conto le decide la banca.

Come so se un assegno che ho ricevuto è bloccato?

Puoi chiederlo alla Banca d'Italia come richiesta di dati non nominativi, indicando numero dell'assegno, codice ABI della banca e CAB dello sportello.