Ecobonus: come funzionano oggi le detrazioni per il risparmio energetico

La detrazione per la riqualificazione energetica esiste ancora, ma non come nel 2022. Le aliquote sono cambiate, cessione e sconto in fattura sono chiusi, le caldaie a gas sono uscite. Ecco le regole del 2026 lette nella norma.

Casa in sezione con isolamento di tetto e pareti, finestre nuove, collettore solare sul tetto, termosifoni con valvole e pompa di calore all'esterno
Illustrazione: disegno esplicativo, non la fotografia di un documento o di un prodotto reale.

Chi cerca "ecobonus 2022" trova percentuali che oggi non valgono più. Fino al 2024 l'ecobonus dell'articolo 14 del D.L. 4 giugno 2013, n. 63 dava il 65% per molti interventi e il 50% per finestre, schermature e caldaie a condensazione. Dal 2025 il comma 3-quinquies dello stesso articolo ha sostituito quelle aliquote con una misura unica per tutti gli interventi. La legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026) l'ha poi aggiornata per il 2026.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale o tecnica. Per la tua situazione rivolgiti a un CAF, a un commercialista o a un tecnico abilitato.

Le aliquote dell'ecobonus per il 2026

Nel testo vigente del comma 3-quinquies, consultato su Normattiva il 1 ottobre 2026, le percentuali sono queste:

Spese sostenuteAbitazione principale, se paga il proprietario o il titolare di un diritto realeTutti gli altri casi
202550%36%
202650%36%
202736%30%

La detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo (articolo 14, comma 3). Per ogni tipo di intervento valgono inoltre limiti massimi di detrazione o di spesa, diversi da intervento a intervento. Li riportano le guide dell'Agenzia delle Entrate e dell'ENEA.

Per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro, l'articolo 16-ter del TUIR introdotto dalla legge di bilancio 2025 limita l'importo complessivo di oneri e spese detraibili. L'effetto va calcolato caso per caso in dichiarazione.

Cosa si può fare con l'ecobonus

Le famiglie di interventi risalgono alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, che nel 2007 introdusse la prima detrazione del 55%. L'articolo 14 del D.L. 63/2013 ne ha poi aggiunte altre:

Il dettaglio, con i requisiti tecnici e ciò che non rientra, è nella pagina sui lavori ammessi all'ecobonus. Il caso più chiesto dell'involucro, l'isolamento a cappotto, ha una pagina dedicata alla detrazione per il cappotto termico.

Cosa è uscito dal 2025: le caldaie a gas

Il comma 3-quinquies esclude dal 2025 le spese per sostituire l'impianto di riscaldamento con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Una caldaia a condensazione a metano installata da sola, quindi, non dà più diritto all'ecobonus. L'esclusione riguarda le caldaie uniche: per la detrazione sulle ristrutturazioni, la guida dell'Agenzia delle Entrate di febbraio 2026 conferma che restano agevolabili i sistemi ibridi con pompa di calore integrata, le pompe di calore ad assorbimento a gas, i microcogeneratori e i generatori a biomassa.

Gli adempimenti: ENEA, pagamenti, documenti

Per l'ecobonus non serve una domanda preventiva. Secondo le FAQ dell'ENEA sulle detrazioni fiscali, i dati dell'intervento vanno trasmessi all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, con il portale dell'anno in cui sono terminati. L'ENEA ha pubblicato i vademecum per tipo di intervento, aggiornati a settembre 2026.

Gli altri documenti da tenere:

DocumentoA cosa serve
asseverazione del tecnico o dichiarazione del produttore, dove richiestaprova dei requisiti tecnici
ricevuta di trasmissione all'ENEAprova dell'invio nei 90 giorni
fatture e ricevute dei bonificiprova della spesa
documentazione tecnica del vademecum ENEArequisiti specifici di ciascun intervento

Superbonus, cessione e sconto in fattura: cosa resta

Il superbonus dell'articolo 119 del D.L. 34/2020 era rimasto, dopo il 2023, per i condomini e pochi altri casi, con aliquota decrescente fino al 65% per le spese del 2025. Il comma 8-bis lo prevede per le spese sostenute "entro il 31 dicembre 2025": per le nuove spese del 2026 il testo vigente non lo prevede più.

Anche cessione del credito e sconto in fattura sono chiusi per i nuovi lavori dal 17 febbraio 2023, salvo eccezioni transitorie, per effetto del D.L. 11/2023. Cosa resta lo spiega la pagina su cessione del credito e sconto in fattura. Oggi l'ecobonus si usa quasi sempre come detrazione in dichiarazione, quindi serve un'IRPEF capiente per recuperarlo.

L'alternativa per chi non ha imposta da detrarre

Chi ha poca IRPEF può guardare al Conto Termico, un contributo erogato dal GSE e non una detrazione. Copre interventi come pompe di calore, solare termico e generatori a biomassa ed è disciplinato dal decreto del Ministero dell'ambiente del 7 agosto 2025. Come funziona è spiegato nella pagina sul Conto Termico del GSE. Le due agevolazioni non si sommano sullo stesso intervento.

Le altre guide sull'energia di casa sono raccolte negli articoli sul risparmio energetico.

Domande frequenti

Esiste ancora l'ecobonus del 65%?

No, per le spese dal 2025. Il comma 3-quinquies dell'articolo 14 del D.L. 63/2013 prevede per il 2026 il 50% sull'abitazione principale, se paga il proprietario o il titolare di un diritto reale, e il 36% negli altri casi.

In quanti anni si recupera l'ecobonus?

In dieci quote annuali di pari importo, nella dichiarazione dei redditi (articolo 14, comma 3, del D.L. 63/2013).

La caldaia a condensazione rientra nell'ecobonus nel 2026?

Non se è una caldaia unica alimentata a combustibili fossili: dal 2025 queste spese sono escluse. Restano agevolabili, per esempio, le pompe di calore e i sistemi ibridi con pompa di calore integrata.

Cosa devo inviare all'ENEA per l'ecobonus?

I dati dell'intervento, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, tramite il portale ENEA dell'anno di conclusione. Non serve alcuna comunicazione preventiva.

Posso cedere l'ecobonus o avere lo sconto in fattura?

Per i nuovi lavori no: dal 17 febbraio 2023 il D.L. 11/2023 ha bloccato cessione e sconto in fattura, salvo i casi transitori previsti dalla stessa norma. L'ecobonus si recupera in dichiarazione.