Bonus cappotto termico: come funziona l'isolamento e quali detrazioni spettano

Il cappotto riveste l'edificio con uno strato isolante e riduce il calore disperso dalle pareti. Cosa prevede oggi l'ecobonus per questo intervento, quali requisiti tecnici servono e cosa controllare prima dei lavori.

Sezione a gradini di un cappotto termico: muratura in mattoni, collante a punti, pannelli isolanti, tassello, rasatura con rete e intonaco di finitura
Illustrazione: disegno esplicativo, non la fotografia di un documento o di un prodotto reale.

Il "bonus cappotto termico" non esiste come agevolazione autonoma. Chi isola pareti, coperture o pavimenti di una casa esistente può usare l'ecobonus per la coibentazione delle strutture opache, previsto dall'articolo 1, comma 345, della legge 296/2006 e oggi disciplinato dall'articolo 14 del D.L. 63/2013. In alternativa, lo stesso intervento può rientrare nel bonus ristrutturazioni. Il superbonus segue regole proprie e non è trattato in questa pagina.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza tecnica o fiscale. Per la tua situazione rivolgiti a un tecnico abilitato e a un CAF o a un commercialista.

Che cos'è il cappotto termico

Il cappotto è un sistema di isolamento applicato sul lato esterno delle pareti. Si compone di più strati:

  1. i pannelli isolanti, incollati e spesso fissati con tasselli al muro;
  2. una rasatura armata con una rete, che dà resistenza alla superficie;
  3. la finitura, cioè l'intonaco colorato visibile dall'esterno.

Isolare dall'esterno avvolge anche pilastri, travi e solette, che sono i punti dove il calore sfugge di più (i ponti termici). Il muro resta dalla parte calda, e questo riduce il rischio di condensa sulle superfici interne.

Materiali e alternative

I pannelli possono essere di polistirene espanso, lana di roccia o di vetro, fibra di legno, sughero e altri materiali, con caratteristiche diverse di isolamento, comportamento al fuoco e al vapore. La scelta spetta al progettista. Dove non si può intervenire sulla facciata, per vincoli o per regole condominiali, le alternative sono l'isolamento interno o l'insufflaggio di materiale isolante nell'intercapedine, se il muro ce l'ha.

Per chi ha senso e per chi no

Il cappotto ha senso soprattutto su edifici che disperdono molto dalle pareti e quando si rifà comunque la facciata, perché ponteggi e finitura si pagano una volta. Va pensato insieme agli altri interventi: dopo l'isolamento serve meno potenza, quindi il generatore va ridimensionato, e chi pensa al fotovoltaico e alle sue detrazioni dimensionerà l'impianto sui consumi ridotti. Il cambio del generatore e i suoi incentivi sono nella pagina sulla caldaia e le detrazioni per sostituirla.

In condominio il cappotto riguarda parti comuni: serve una delibera dell'assemblea e la spesa si ripartisce secondo le tabelle millesimali.

Le detrazioni per il cappotto nel 2026

Per le spese del 2026 l'articolo 14, comma 3-quinquies, del D.L. 63/2013 fissa l'ecobonus al 50% quando le spese le sostiene il proprietario o il titolare di un diritto reale per l'abitazione principale, e al 36% negli altri casi. Il testo è quello modificato dalla legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 22), consultato il 1 ottobre 2026. La detrazione si ripartisce in dieci quote annuali (comma 3).

Il vademecum ENEA sulla coibentazione, aggiornato al 23 settembre 2026, riporta le stesse misure e fissa un limite massimo di detrazione per unità immobiliare, che vale insieme per cappotto e infissi se fatti sulla stessa unità. Come si applica la maggiorazione sulle parti comuni di un condominio chiedilo all'amministratore o al CAF.

I requisiti tecnici ENEA

Secondo il vademecum ENEA sulle strutture opache:

RequisitoCosa significa
Struttura esistenteè isolamento di pareti, tetti o pavimenti esistenti, non un ampliamento
Volume riscaldatola struttura deve separare ambienti riscaldati dall'esterno, da vani freddi o dal terreno
Trasmittanza primail valore U di partenza deve superare i limiti dell'allegato E al D.M. 6 agosto 2020
Trasmittanza dopoil valore U finale deve rispettare quei limiti e i requisiti minimi in vigore
Impianto esistentel'edificio deve avere già un impianto di riscaldamento

I limiti di trasmittanza cambiano con la zona climatica e si leggono nel decreto: il tecnico li verifica sul tuo progetto.

Documenti e comunicazione all'ENEA

La scheda descrittiva va inviata all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale bonusfiscali.enea.it e, per la coibentazione, deve essere redatta da un tecnico abilitato. Tra le spese ammesse il vademecum comprende le prestazioni professionali, inclusi gli attestati di prestazione energetica (APE). Servono inoltre fatture e bonifici "parlanti" con la causale prevista.

Sulla cessione del credito e lo sconto in fattura, l'Agenzia delle Entrate ricorda che per l'ecobonus dal 17 febbraio 2023 non sono più ammessi, salvo i casi particolari del D.L. 11/2023.

Il Conto Termico

Il Conto Termico, disciplinato dal decreto del Ministro dell'ambiente del 7 agosto 2025 e gestito dal GSE, incentiva interventi di efficienza energetica e di produzione di calore da rinnovabili. Chi può accedervi per l'isolamento, e a quali condizioni, è spiegato nella pagina dedicata. Le altre guide sono nelle pagine sul risparmio energetico.

Domande frequenti

Esiste un bonus cappotto termico specifico?

No. Il cappotto rientra nell'ecobonus per la coibentazione delle strutture opache (legge 296/2006, comma 345; D.L. 63/2013, art. 14) e, in alternativa, nel bonus ristrutturazioni.

Quanto si detrae nel 2026 per il cappotto termico?

Il 50% se a sostenere la spesa è il proprietario o il titolare di un diritto reale sull'abitazione principale, il 36% negli altri casi (D.L. 63/2013, art. 14, comma 3-quinquies), in dieci quote annuali.

Serve un tecnico per la detrazione del cappotto?

Sì. Per la coibentazione il vademecum ENEA richiede che la scheda descrittiva sia redatta da un tecnico abilitato, che verifica anche le trasmittanze prima e dopo i lavori.

Si può fare il cappotto interno?

Sì, quando la facciata non si può toccare. Riduce un po' la superficie delle stanze e tratta meno bene i ponti termici: il progetto deve valutare il rischio di condensa nel muro.

In condominio serve l'assemblea?

Sì, il cappotto su parti comuni richiede una delibera. Per l'ecobonus va conservata insieme alla tabella millesimale di ripartizione delle spese.