Conto Termico GSE: cos'è, chi può chiederlo e come funziona
Il Conto Termico restituisce in contanti una parte della spesa per pompe di calore, caldaie a biomassa e pannelli solari termici. Dal dicembre 2025 vale la versione 3.0. Ecco cosa prevede il decreto e cosa controllare prima di fare i lavori.
Il Conto Termico è un incentivo pagato dal GSE, il Gestore dei servizi energetici, per interventi di piccole dimensioni che aumentano l'efficienza energetica o producono calore da fonti rinnovabili. Non è una detrazione fiscale: il GSE ti accredita un contributo, in una o più rate annuali, anche se non hai IRPEF da scontare. Oggi è disciplinato dal decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica del 7 agosto 2025, il cosiddetto Conto Termico 3.0. Il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025 ed è entrato in vigore il novantesimo giorno successivo (articolo 31).
Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale o tecnica. Per la tua situazione rivolgiti a un tecnico abilitato o al servizio di assistenza del GSE. I dati di questa pagina vengono dal testo del decreto e dalla pagina del Ministero, consultati il 1 ottobre 2026.
Non confonderlo con il Conto Energia: era un'altra misura del GSE, dedicata all'elettricità prodotta dal fotovoltaico.
Cosa cambia rispetto al Conto Termico 2.0
Il nuovo decreto sostituisce il decreto ministeriale 16 febbraio 2016. Le domande presentate prima della sua entrata in vigore restano regolate dalle vecchie regole (articolo 30). Secondo il comunicato del Ministero del 5 agosto 2025 le novità principali sono queste:
- più beneficiari: gli enti del Terzo settore sono equiparati alle pubbliche amministrazioni, e gli interventi di efficienza sono aperti anche agli edifici privati non residenziali;
- nuovi interventi abbinati: fotovoltaico con accumulo e colonnine di ricarica, ma solo insieme alla sostituzione del riscaldamento con una pompa di calore elettrica;
- massimali aggiornati ai prezzi di mercato;
- accesso tramite comunità energetiche rinnovabili e configurazioni di autoconsumo collettivo.
Il decreto fissa limiti di spesa annui complessivi per il meccanismo. Un decreto direttoriale del Ministero, il n. 72 del 10 aprile 2026, li ha rimodulati per il 2026 (pagina del Ministero aggiornata al 13 aprile 2026).
Chi può chiedere il Conto Termico
Il decreto distingue due famiglie di interventi, con beneficiari diversi:
| Interventi | Pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore | Privati, edifici residenziali | Privati, edifici del terziario |
|---|---|---|---|
| efficienza energetica (art. 5): isolamento, infissi, schermature, illuminazione, building automation | sì | no | sì |
| calore da fonti rinnovabili e sistemi efficienti (art. 8) | sì | sì | sì |
Per una famiglia, quindi, il Conto Termico riguarda soprattutto gli impianti, non l'involucro. Per un isolamento a cappotto sulla propria casa la strada resta la detrazione, spiegata nella pagina sulla detrazione per il cappotto termico.
Per i privati l'edificio residenziale deve essere di categoria catastale del gruppo A, escluse A/8, A/9 e A/10 (allegato 1). Bisogna averne la disponibilità come proprietario o titolare di un altro diritto reale o personale di godimento (articolo 10). L'edificio deve essere già dotato di un impianto di riscaldamento esistente.
Gli interventi ammessi per le famiglie
L'articolo 8 elenca gli interventi di produzione di calore da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza:
- sostituzione del riscaldamento con pompe di calore, elettriche o a gas;
- sostituzione con sistemi ibridi factory made o bivalenti a pompa di calore;
- sostituzione con generatori a biomassa, come le stufe e caldaie a pellet, il cui funzionamento è spiegato nella pagina sulla stufa a pellet;
- installazione di solare termico per l'acqua calda o a integrazione del riscaldamento, anche con solar cooling; se valuti un sistema diverso, il solare termodinamico domestico ha una pagina dedicata;
- sostituzione dello scaldacqua elettrico o a gas con uno scaldacqua a pompa di calore;
- allaccio a un teleriscaldamento efficiente e microcogenerazione da fonti rinnovabili.
Una caldaia a condensazione a gas installata da sola non compare in questo elenco. Come funziona e quali incentivi restano per le caldaie lo trovi nella pagina sulla caldaia a condensazione e il suo funzionamento.
Quanto vale e come viene pagato
| Regola | Cosa dice il decreto |
|---|---|
| tetto dell'incentivo | non oltre il 65% delle spese sostenute (art. 11, c. 1) |
| eccezione | 100% delle spese ammissibili per edifici pubblici dei Comuni fino a 15.000 abitanti, scuole e strutture sanitarie pubbliche (art. 11, c. 2) |
| durata | rate annuali costanti, di 2 o 5 anni a seconda dell'intervento e della potenza (Tabella 1) |
| rata unica | per i privati, se l'incentivo complessivo non supera 15.000 euro (art. 11, c. 4) |
L'importo esatto non è una percentuale fissa della fattura. Si calcola con le formule e i massimali per unità di potenza o di superficie degli allegati del decreto. Il GSE ne fa una verifica automatica di congruità.
Come si presenta la domanda
- Fai i lavori con apparecchi nuovi o ricondizionati, dimensionati sui fabbisogni reali. Se il modello è nel catalogo del GSE, la verifica dei requisiti minimi si considera superata.
- Presenta la scheda-domanda entro 90 giorni dalla fine dei lavori, solo sul Portaltermico del GSE (articolo 14). Oltre quel termine l'incentivo non è ammissibile.
- Allega i documenti che le regole applicative del GSE richiedono per quell'intervento: fatture, bonifici, schede tecniche, e dove previsto asseverazioni e certificazioni.
- Mantieni i requisiti per tutto il periodo di incentivazione e nei cinque anni successivi all'ultima rata, pena la decadenza (articolo 10, comma 5).
La prenotazione prima dei lavori è riservata alle pubbliche amministrazioni e ai soggetti equiparati. I privati possono anche passare da una ESCO, che presenta la domanda per loro.
Conto Termico o detrazione?
Il Conto Termico si riconosce solo per interventi che non hanno altri incentivi statali, salvo fondi di garanzia, fondi di rotazione e contributi in conto interesse (articolo 17). Non puoi quindi sommarlo all'ecobonus o al bonus ristrutturazioni sullo stesso lavoro. Il confronto va fatto prima di iniziare, con un tecnico.
Il portale e le regole applicative sono sul sito del GSE, dove si presenta la domanda. Le altre guide sono negli articoli sul risparmio energetico.
Domande frequenti
Cos'è il Conto Termico del GSE?
È un contributo pagato dal GSE per interventi di efficienza energetica e di produzione di calore da fonti rinnovabili, come pompe di calore, generatori a biomassa e solare termico. Dal dicembre 2025 è regolato dal decreto del Ministero dell'ambiente del 7 agosto 2025.
Un privato può chiedere il Conto Termico per la propria casa?
Sì, per gli interventi dell'articolo 8, cioè pompe di calore, sistemi ibridi, biomassa, solare termico e scaldacqua a pompa di calore. Gli interventi sull'involucro, come isolamento e infissi, sono ammessi ai privati solo su edifici del terziario.
Quanto tempo ho per fare domanda?
Novanta giorni dalla conclusione dell'intervento, con la scheda-domanda sul Portaltermico del GSE. Oltre quel termine l'intervento non è ammissibile (articolo 14 del decreto).
In quanto tempo viene pagato il Conto Termico?
In rate annuali costanti per 2 o 5 anni, a seconda dell'intervento. Per i privati l'incentivo è pagato in un'unica rata se non supera 15.000 euro.
Posso avere il Conto Termico e l'ecobonus insieme?
No, sullo stesso intervento. L'articolo 17 del decreto ammette il Conto Termico solo se per quel lavoro non sono concessi altri incentivi statali, con poche eccezioni come i fondi di garanzia.