Cessione del credito e sconto in fattura: cosa resta per il risparmio energetico

Per qualche anno l'ecobonus si poteva trasformare in denaro subito, cedendolo a una banca o facendosi fare lo sconto dall'impresa. Dal febbraio 2023 non è più così: ecco cosa prevede la legge oggi e cosa fare se hai crediti già ceduti.

La cessione del credito per il risparmio energetico, insieme allo sconto in fattura, non è più disponibile per i nuovi lavori. L'articolo 2, comma 1, del D.L. 16 febbraio 2023, n. 11 stabilisce che, dalla sua entrata in vigore, il 17 febbraio 2023, "non è consentito l'esercizio delle opzioni" previste dall'articolo 121 del D.L. 34/2020. Lo stesso articolo 121, nel testo vigente, prevede inoltre le opzioni solo per le spese sostenute dal 2020 al 2024. Per le spese del 2026 la detrazione si usa soltanto nella propria dichiarazione dei redditi.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale o finanziaria. Per la tua situazione rivolgiti a un CAF, a un commercialista o al tuo intermediario.

Che cosa erano le due opzioni

L'articolo 121, comma 1, del D.L. 34/2020 (decreto Rilancio) permetteva a chi pagava lavori agevolati di non usare la detrazione in dichiarazione e di scegliere una di due strade:

OpzioneCome funzionava
sconto in fattura (lettera a)l'impresa applicava uno sconto sul prezzo, fino all'intero importo, e recuperava la somma come credito d'imposta, che poteva a sua volta cedere
cessione del credito (lettera b)il contribuente pagava i lavori e cedeva la detrazione, trasformata in credito d'imposta, a banche o altri soggetti

Il sistema copriva ecobonus, bonus ristrutturazioni, sismabonus, superbonus e altri interventi elencati al comma 2. Per chi aveva poca IRPEF era l'unico modo di sfruttare la detrazione.

Perché è stato chiuso

Il preambolo del D.L. 11/2023 parla di "tutela della finanza pubblica" e della necessità di definire "il perimetro della responsabilità" legata alla cessione dei crediti. Prima del blocco, la legge aveva già ristretto più volte il numero di cessioni possibili e introdotto visto di conformità e asseverazioni obbligatorie (articolo 121, comma 1-ter).

Le eccezioni transitorie

Il blocco non ha toccato i lavori già avviati prima del 17 febbraio 2023 in modo documentato. I commi 2 e 3 dell'articolo 2 salvano le opzioni per gli interventi per cui, prima di quella data:

Una deroga per gli interventi sulle barriere architettoniche (articolo 2, comma 1-bis) è stata poi ristretta da decreti successivi, il D.L. 212/2023 e il D.L. 39/2024. Se il tuo caso rientra in una di queste eccezioni, la verifica va fatta sul testo vigente con un professionista: dipende da date e documenti precisi.

Come si usa l'ecobonus oggi

Senza cessione e sconto, la detrazione per il risparmio energetico funziona come prima del 2020:

La conseguenza va considerata prima di firmare un preventivo. Recuperi solo fino a capienza dell'IRPEF di ogni anno, e la parte di quota che non trova imposta si perde. Aliquote e adempimenti del 2026 sono nella pagina sull'ecobonus e il bonus per il risparmio energetico. Per chi ha poca imposta da detrarre l'alternativa da valutare è il Conto Termico, un contributo diretto del GSE.

Attenzione alle offerte che promettono ancora lo sconto

Se un'impresa propone oggi uno "sconto in fattura" su lavori agevolati, chiedi su quale norma si basa. Può trattarsi di un normale sconto commerciale, di un finanziamento o di un noleggio. Questa distinzione è centrale per le offerte di pannelli solari gratis. Lo stesso vale per serramenti venduti "con il bonus già applicato": come valutare le finestre a doppio vetro è spiegato a parte.

Se hai crediti già ceduti o ricevuti

I crediti nati da opzioni esercitate correttamente prima del blocco continuano a esistere. Chi li detiene li usa in compensazione nelle rate annuali previste e li gestisce tramite la piattaforma "Cessione crediti" dell'Agenzia delle Entrate, a cui l'Agenzia ha dedicato una guida. Per le banche e le assicurazioni che hanno comprato crediti del superbonus, il nuovo comma 1-sexies dell'articolo 121 consente di usarli, in parte, per sottoscrivere BTP a lunga scadenza, con un primo utilizzo dal 2028.

Le altre guide sono raccolte negli articoli sul risparmio energetico e nelle nostre guide.

Domande frequenti

La cessione del credito per il risparmio energetico esiste ancora?

Non per i nuovi lavori. Dal 17 febbraio 2023 il D.L. 11/2023, articolo 2, vieta le opzioni di cessione e sconto, salvo le eccezioni transitorie per lavori documentati prima di quella data. L'articolo 121 del D.L. 34/2020 copre comunque solo le spese dal 2020 al 2024.

Lo sconto in fattura si può ancora chiedere nel 2026?

No, come opzione fiscale. Un'impresa può fare uno sconto commerciale, ma non trasformare la tua detrazione in un proprio credito d'imposta. La detrazione resta tua e si recupera in dichiarazione.

Cosa succede ai crediti che ho già ceduto?

Restano validi se l'opzione era stata esercitata correttamente. Chi li ha acquistati li utilizza secondo le regole della piattaforma dell'Agenzia delle Entrate. In caso di irregolarità, resta il regime di responsabilità dell'articolo 121, comma 6.

Se non ho abbastanza IRPEF perdo l'ecobonus?

Perdi la parte di ogni quota annuale che supera la tua imposta di quell'anno, perché non si può riportare né rimborsare. Valuta con un CAF quanto della detrazione riusciresti a recuperare, e se il tuo intervento rientra nel Conto Termico, che è un contributo diretto.

Chi aveva presentato la CILA prima del 17 febbraio 2023 può ancora cedere?

Per il superbonus, la CILA presentata prima di quella data è una delle condizioni che salvano l'opzione (articolo 2, comma 2). La verifica va fatta sui documenti, perché decreti successivi hanno ristretto altre deroghe.