Quanto deve essere l'ISEE per avere agevolazioni: come funziona l'indicatore
Una soglia unica non c'è: la stabilisce ogni prestazione. Qui trovi come l'INPS calcola l'ISEE, quali versioni esistono, che cosa ha cambiato la riforma del 2015 e dove controllare la soglia che ti interessa.
"Quanto deve essere l'ISEE per avere agevolazioni" è la domanda più frequente sull'indicatore, e la risposta onesta è: dipende dalla prestazione. L'ISEE non dà diritto a nulla da solo. È una misura della condizione economica della famiglia, definita dal D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159, che ogni ente usa con la propria soglia: l'INPS per l'assegno unico o l'assegno di inclusione, l'ARERA per i bonus sulle bollette, il Comune per la mensa o l'asilo, l'università per le tasse.
Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale, legale o finanziaria. Per la tua situazione rivolgiti a un CAF, a un patronato, a un commercialista o a un consulente abilitato.
Come funziona l'ISEE: la formula in tre passaggi
L'articolo 2 del D.P.C.M. 159/2013 descrive il calcolo. Ogni passaggio parte da dati che dichiari nella DSU o che l'INPS riceve dall'Agenzia delle Entrate.
- ISR, indicatore della situazione reddituale: i redditi del nucleo, con alcune deduzioni (per esempio una parte dell'affitto) secondo l'articolo 4.
- ISP, indicatore della situazione patrimoniale: conti, titoli, immobili, al netto delle franchigie dell'articolo 5.
- ISE e ISEE: l'ISE è la somma dell'ISR e del 20% dell'ISP (art. 2, comma 3). L'ISEE è l'ISE diviso per il parametro della scala di equivalenza, che cresce con il numero dei componenti e con alcune condizioni, come la disabilità o la presenza di figli (allegato 1).
Il nucleo è quello anagrafico alla data della DSU, con correzioni previste dall'articolo 3: per esempio i coniugi con residenze diverse restano di regola nello stesso nucleo.
Due dettagli spesso ignorati. I redditi e i patrimoni si riferiscono al secondo anno precedente a quello della dichiarazione, come precisa il Portale unico ISEE dell'INPS. Dall'ISP sono esclusi i titoli di Stato, i buoni fruttiferi e i libretti postali fino a 50.000 euro complessivi (art. 5, comma 4-bis, introdotto dalla legge 213/2023; testo consultato il 1 ottobre 2026).
Quanti tipi di ISEE ci sono
L'articolo 2, comma 4, e gli articoli da 6 a 9 prevedono versioni diverse a seconda di chi riceve la prestazione. La DSU è sempre una, ma l'attestazione può riportare più valori.
| Tipo | Quando si usa | Norma |
|---|---|---|
| ISEE ordinario | la maggior parte delle prestazioni | art. 2 |
| ISEE per minorenni | prestazioni per figli con genitori non conviventi | art. 7 |
| ISEE sociosanitario | servizi per persone con disabilità o non autosufficienti, con nucleo ristretto | art. 6 |
| ISEE sociosanitario residenze | ricoveri in strutture a ciclo continuativo | art. 6, comma 3 |
| ISEE università | borse di studio e tasse universitarie | art. 8 |
| ISEE corrente | aggiornamento dopo un calo del reddito o del patrimonio | art. 9 |
La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 208) ha aggiunto un calcolo più favorevole, in attesa di modificare il regolamento, per alcune misure: assegno di inclusione, supporto per la formazione e il lavoro, assegno unico, bonus asilo nido e bonus nuovi nati. Riguarda il valore della casa di abitazione e le maggiorazioni per i nuclei con almeno due figli. L'INPS lo chiama "ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione".
Perché si parla di "nuovo ISEE anti-evasione"
Il regolamento del 2013 è entrato a regime nel gennaio 2015 e ha sostituito il vecchio ISEE. L'etichetta "anti-evasione" viene dai controlli. L'articolo 11 del D.P.C.M. prevede che l'Agenzia delle Entrate trasmetta all'INPS i redditi già presenti in anagrafe tributaria e segnali omissioni o difformità rispetto a quanto dichiarato. Tra queste rientrano i conti non dichiarati.
Dal 2019 l'INPS precompila la DSU con l'Agenzia delle Entrate (D.Lgs. 147/2017, art. 10). Usa redditi, catasto, prestazioni INPS e saldi e giacenze medie dei conti. Dal 2026 lo stesso articolo aggiunge l'anagrafe della popolazione e il pubblico registro automobilistico. Restano autodichiarati alcuni dati, come i beni all'estero o i veicoli. La DSU è una dichiarazione sostitutiva, e chi la firma risponde anche penalmente di quanto dichiara, come ricorda l'INPS.
Scaglioni e fasce ISEE: chi li decide
Non esistono "fasce ISEE" nazionali valide per tutto. L'articolo 2, comma 1, consente a ogni ente erogatore di fissare le proprie soglie e anche criteri ulteriori. Così l'assegno unico ha una scala di importi decrescenti, il Comune ha le sue fasce per le rette, e un bonus ha un solo limite oltre il quale non spetta.
Le soglie cambiano spesso: molte sono rivalutate ogni anno, altre le ridefinisce una legge di bilancio. Per questo qui non le riportiamo. Per sapere quanto deve essere l'ISEE per una misura precisa, guarda la pagina ufficiale di quella misura, nell'anno in cui fai domanda. Per le bollette, per esempio, trovi il meccanismo nella guida ai bonus sociali per luce, gas e acqua.
Chi ha diritto all'ISEE e quando non serve farlo
Chiunque può chiedere l'ISEE: non è un diritto riservato a chi ha redditi bassi, è un'attestazione. Serve solo se vuoi accedere a una prestazione che lo richiede.
Chi cerca "ISEE quando non conviene farlo" di solito teme che un valore alto lo penalizzi. Non è così: un ISEE alto non ti toglie nulla che spetti a tutti. Per l'assegno unico, per esempio, l'INPS spiega che senza ISEE si ricevono gli importi minimi. Senza ISEE perdi solo le maggiorazioni legate al reddito. Se invece non ti serve nessuna prestazione agevolata, semplicemente non hai motivo di presentarlo.
Se la tua situazione è cambiata dopo la DSU, per esempio per la perdita del lavoro, lo strumento è l'ISEE corrente e le sue tempistiche. Chi ha un'attività in proprio dichiara redditi d'impresa o di lavoro autonomo: le regole di partenza sono nella guida su cosa comporta aprire una partita IVA. Le altre agevolazioni sono raccolte nelle guide su fisco e agevolazioni.
Cosa controllare sulla tua attestazione
- Il nucleo: chi è incluso e chi no, soprattutto con genitori separati o figli fuori casa.
- Le omissioni o difformità segnalate: vanno corrette con una nuova DSU, altrimenti l'ente può negare la prestazione.
- La scadenza: la DSU vale fino al 31 dicembre dell'anno in cui la presenti (D.Lgs. 147/2017, art. 10, comma 4).
- Il tipo di ISEE richiesto dalla prestazione: ordinario, minorenni, universitario o sociosanitario.
Domande frequenti
Quanto deve essere l'ISEE per avere agevolazioni?
Non c'è un valore unico. Ogni prestazione fissa la propria soglia nella legge o nel bando che la regola, e molte soglie sono aggiornate ogni anno. Controlla la pagina ufficiale della misura che ti interessa, nell'anno in cui fai domanda.
Come si calcola l'ISEE?
Si sommano i redditi del nucleo e il 20% del patrimonio, al netto di deduzioni e franchigie, e il risultato si divide per il parametro della scala di equivalenza, che dipende da quante persone compongono la famiglia (D.P.C.M. 159/2013, art. 2).
Quanti tipi di ISEE ci sono?
L'ordinario, quello per prestazioni a minorenni, il sociosanitario (anche per le residenze), l'universitario e l'ISEE corrente. Dal 2026 l'INPS calcola anche un ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione, previsto dalla legge 199/2025.
Perché si chiama ISEE anti-evasione?
Perché il regolamento in vigore dal 2015 ha rafforzato i controlli: l'Agenzia delle Entrate trasmette all'INPS redditi e dati dei conti e segnala le differenze rispetto a quanto dichiarato (art. 11). Dal 2019 la DSU è anche precompilata.
Un ISEE alto mi fa perdere qualcosa?
No. Un ISEE alto non toglie prestazioni universali: semplicemente non dà accesso alle misure con soglia. Per l'assegno unico, senza ISEE o con ISEE oltre la soglia massima si ricevono gli importi minimi.