Carta dedicata a te: requisiti e funzionamento del contributo per la spesa
La carta dedicata a te non si chiede con una domanda come gli altri bonus: i beneficiari li individuano i Comuni secondo un decreto del Ministero dell'agricoltura. Cosa dice la legge, cosa cambia ogni anno e cosa controllare.
La carta dedicata a te è il nome con cui è conosciuto il contributo pagato dal fondo istituito dalla legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di bilancio 2023), all'articolo 1, comma 450. Il fondo sta presso il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) ed è destinato all'acquisto di beni alimentari di prima necessità. È stato rifinanziato più volte. La legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), art. 1, comma 5, lo ha incrementato per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Testi consultati su Normattiva il 1 ottobre 2026.
Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale, legale o finanziaria. Per la tua situazione rivolgiti a un CAF, a un patronato, a un commercialista o a un consulente abilitato.
Che cos'è la carta dedicata a te
È un contributo caricato su uno strumento di pagamento, da usare per comprare beni di prima necessità. Il comma 450, nella prima versione per il 2023, ammetteva anche carburanti o abbonamenti al trasporto pubblico locale. I rifinanziamenti del 2025 (legge 207/2024, comma 103) e del 2026-2027 (legge 199/2025, comma 5) parlano invece solo di beni alimentari di prima necessità.
Ogni edizione ha un proprio decreto del MASAF, adottato con gli altri Ministeri competenti. Il decreto ripartisce le risorse e fissa termini e modalità di erogazione. Le regole di dettaglio quindi cambiano da un anno all'altro: importo, platea, calendario, prodotti ammessi.
Carta dedicata a te: requisiti
Cosa dice la legge
Il comma 450 indica come destinatari le persone con un ISEE non superiore a 15.000 euro (testo consultato il 1 ottobre 2026). Il comma 451 affida al decreto attuativo i criteri per individuare i beneficiari, tenendo conto di diversi elementi:
- l'età dei cittadini;
- i trattamenti pensionistici;
- altri sussidi e trasferimenti già ricevuti dallo Stato;
- la situazione economica del nucleo e i redditi;
- altri elementi utili a escludere chi non è in effettivo bisogno.
Cosa decide ogni anno il decreto
| Elemento | Chi lo fissa |
|---|---|
| importo del contributo per nucleo | decreto MASAF dell'edizione |
| priorità tra i nuclei | decreto MASAF |
| esclusioni per chi riceve altri sostegni | decreto MASAF, secondo i criteri del comma 451 |
| calendario di caricamento e scadenza per spendere | decreto MASAF |
| esercizi e prodotti ammessi | decreto MASAF e accordi con la distribuzione |
Al 1 ottobre 2026 non abbiamo potuto leggere sul sito del MASAF il decreto dell'edizione 2026. Per questo non riportiamo importo, priorità né date. Fanno fede il decreto pubblicato e la comunicazione del tuo Comune.
Come si ottiene: il ruolo dei Comuni
Il comma 451 prevede che il beneficio sia erogato "sulla base di procedure di competenza dei comuni di residenza". In pratica non c'è una domanda da presentare all'INPS come per l'assegno unico o l'ADI. Il Comune individua i beneficiari secondo i criteri del decreto e li comunica secondo la procedura prevista.
Per questo ci sono tre cose che dipendono da te:
- avere un ISEE valido nell'anno, perché la legge lega il contributo all'ISEE. Se la tua situazione è peggiorata di recente, valuta se ricorrono le condizioni per l'ISEE corrente;
- controllare la residenza anagrafica, perché la procedura passa dal Comune in cui risiedi;
- seguire le comunicazioni del Comune, che informa i beneficiari e indica come e dove ritirare o attivare la carta.
Diffida da messaggi che chiedono dati bancari o pagamenti per "attivare" la carta: le istruzioni ufficiali arrivano dal Comune e dalle amministrazioni competenti.
Carta dedicata a te e altri sostegni
La carta dedicata a te si confonde spesso con altre carte:
- la Carta di inclusione, su cui si riceve l'assegno di inclusione, è un'altra misura con domanda all'INPS;
- la carta acquisti è prevista dal D.L. 112/2008, art. 81, e ha criteri propri;
- la Carta famiglia nazionale dà sconti alle famiglie con almeno tre figli, non un contributo.
Se ricevi altri sostegni, il decreto può escluderti o darti una priorità più bassa: il comma 451 chiede espressamente di tenere conto dei trasferimenti già ricevuti dallo Stato. Verifica nel decreto dell'anno.
Cosa controllare
- ISEE: valido e aggiornato, con il nucleo corretto.
- Residenza: quella anagrafica, nel Comune che gestisce le liste.
- Decreto dell'anno: importo, priorità, scadenze per l'uso.
- Scadenza per spendere: se il decreto in vigore fissa un termine per usare il contributo, annotalo subito.
Le altre misure sono nelle guide su fisco e agevolazioni e nella pagina principale del sito.
Domande frequenti
Che cos'è la carta dedicata a te?
È il contributo per l'acquisto di beni alimentari di prima necessità pagato dal fondo del MASAF previsto dalla legge 197/2022, art. 1, comma 450. È stato rifinanziato per il 2026 e il 2027 dalla legge 199/2025, art. 1, comma 5.
Quali sono i requisiti per la carta dedicata a te?
La legge indica un ISEE non superiore a 15.000 euro e affida al decreto di ogni edizione i criteri di dettaglio: età, pensioni, altri sussidi ricevuti, situazione economica e redditi del nucleo. Le priorità e le esclusioni sono nel decreto dell'anno.
Bisogna fare domanda per la carta dedicata a te?
Non con una domanda all'INPS. La legge affida l'erogazione a procedure dei Comuni di residenza, che individuano i beneficiari secondo il decreto. Serve un ISEE valido e bisogna seguire le comunicazioni del proprio Comune.
Quanto vale la carta dedicata a te nel 2026?
L'importo lo fissa il decreto MASAF dell'edizione. Al 1 ottobre 2026 non abbiamo potuto leggere il decreto 2026, quindi non riportiamo una cifra: controlla il decreto pubblicato e le informazioni del tuo Comune.
La carta dedicata a te è compatibile con l'assegno di inclusione?
Dipende dal decreto dell'anno. Il comma 451 chiede di tenere conto dei sussidi e trasferimenti già ricevuti dallo Stato, e le esclusioni concrete le stabilisce il decreto attuativo.