Bonifico per il bonus mobili: modalità di pagamento ammesse e documenti

Il bonus mobili si perde più spesso per come si paga che per cosa si compra. Quali pagamenti sono validi, quando serve il bonifico parlante, come funzionano carta e finanziamento, quali documenti tenere per dieci anni.

Per il bonus mobili non serve il bonifico parlante. La guida dell'Agenzia delle Entrate aggiornata a gennaio 2026, consultata il 1 ottobre 2026, ammette tre strumenti: bonifico bancario o postale, carta di debito (bancomat) e carta di credito. Se paghi con bonifico, scrive l'Agenzia, "non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste" per le ristrutturazioni. Sono invece esclusi contanti, assegni e qualunque altro mezzo.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale. Per la tua situazione rivolgiti a un CAF o a un commercialista.

I pagamenti che valgono e quelli che no

StrumentoValido per il bonus mobili?Nota
bonifico ordinariosìbasta che risulti chi paga e chi riceve
bonifico "parlante" per ristrutturazionisìnon obbligatorio; sul venditore si applica la ritenuta
bancomat (carta di debito)sìconta il giorno d'uso della carta
carta di creditosìconta il giorno d'uso, non quello dell'addebito
finanziamento a ratesì, a condizionila finanziaria deve pagare con bonifico o carta
contantinofanno perdere la detrazione
assegno bancarionoidem

La differenza rispetto ai lavori è importante. Per la ristrutturazione l'Agenzia delle Entrate richiede proprio il bonifico dedicato, da cui risultino la causale, il codice fiscale di chi chiede la detrazione e la partita IVA o il codice fiscale dell'impresa. Per i mobili questa forma è facoltativa.

Se scegli il bonifico parlante

Molti negozi lo chiedono e molti clienti lo preferiscono per avere una traccia chiara. Non è un errore usarlo: il bonus resta valido. La conseguenza riguarda il venditore, perché sul bonifico parlante la banca o Poste applica una ritenuta d'acconto sull'importo accreditato. La misura della ritenuta è fissata dalla legge e non la riportiamo qui. Per questo alcuni venditori preferiscono il bonifico ordinario o la carta.

Se lo usi, compilalo come per una ristrutturazione: causale che richiami la detrazione, il tuo codice fiscale come beneficiario e la partita IVA del venditore. La circolare 7/E del 31 marzo 2016, citata dalla guida, conferma che il bonifico ordinario non è soggetto a ritenuta.

Il codice fiscale del beneficiario

Chi chiede il bonus deve essere la stessa persona che usufruisce della detrazione per i lavori. Se paghi tu i mobili e il tuo coniuge i lavori, il bonus non spetta a nessuno dei due. Prima di pagare, verifica di chi sono le fatture dei lavori.

Carta di credito e bancomat: la data che conta

Con la carta la spesa si considera sostenuta nel giorno in cui usi la carta, quello indicato nella ricevuta della transazione. Non conta il giorno dell'addebito sul conto. La differenza pesa a fine anno: un acquisto fatto il 31 dicembre con carta di credito appartiene a quell'anno anche se l'addebito arriva a gennaio. Lo stesso vale per il tetto di spesa annuo.

Pagare a rate con un finanziamento

La detrazione spetta anche se compri a rate, a due condizioni poste dalla guida dell'Agenzia delle Entrate:

In questo caso l'anno della spesa è quello in cui paga la finanziaria, non quelli in cui paghi le rate. Prima di firmare un finanziamento leggi le condizioni e il costo totale del credito: il bonus non riduce gli interessi.

Trasporto, montaggio e acquisti all'estero

Le spese di trasporto e di montaggio rientrano nella detrazione solo se pagate con gli stessi strumenti ammessi. Una consegna pagata in contanti al fattorino resta fuori.

Anche i mobili comprati all'estero, online o in negozio, danno diritto al bonus. Servono la fattura e il pagamento con carta o bonifico, con gli stessi adempimenti previsti in Italia.

I documenti da conservare

Conserva questi documenti per tutto il periodo di recupero, cioè dieci anni, più il tempo dei controlli:

Se lo scontrino non riporta il codice fiscale, secondo la guida la detrazione è comunque ammessa. Lo scontrino deve però descrivere i beni ed essere riconducibile a te, per esercente, importo, data e ora del pagamento con carta.

Gli errori che fanno perdere il bonus

Quali lavori servono è spiegato nella pagina sulla ristrutturazione che dà diritto al bonus mobili, mentre chi può chiederlo e quanto vale è nella guida al bonus mobili ed elettrodomestici. Le altre detrazioni sono nelle guide su fisco e agevolazioni.

Domande frequenti

Per il bonus mobili serve il bonifico parlante?

No. La guida dell'Agenzia delle Entrate di gennaio 2026 ammette anche il bonifico ordinario, la carta di debito e la carta di credito. Il bonifico dedicato alle ristrutturazioni si può usare, ma non è obbligatorio.

Posso pagare il bonus mobili con la carta di credito?

Sì. La data della spesa è quella in cui usi la carta, indicata nella ricevuta della transazione, e non quella dell'addebito sul conto.

Posso pagare in contanti e avere comunque il bonus mobili?

No. Contanti, assegni bancari e altri mezzi non tracciati non danno diritto alla detrazione, nemmeno per le spese di trasporto e montaggio.

Se compro i mobili a rate perdo il bonus?

No, se la finanziaria paga il venditore con bonifico o carta e tu conservi la ricevuta di quel pagamento. La spesa si considera sostenuta nell'anno in cui paga la finanziaria.

Che causale devo scrivere nel bonifico per il bonus mobili?

Con il bonifico ordinario l'Agenzia delle Entrate non prescrive una causale specifica: conta che il pagamento sia tracciato e documentato con la fattura. Se usi il bonifico parlante, compilalo come per una ristrutturazione, con il tuo codice fiscale e la partita IVA del venditore.