Assegno unico e universale: cosa sostituisce e a chi spetta
L'assegno unico è nato nel 2022 per riunire in una sola misura gli aiuti per i figli che prima erano sparsi. Quali misure ha assorbito, quali no, chi può chiederlo e cosa devi fare ogni anno.
Chi cerca "assegno unico 2022 cosa sostituisce" vuole capire dove sono finiti i vecchi aiuti per i figli. L'assegno unico e universale (AUU) è stato istituito dal 1° marzo 2022 dal decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230, articolo 1. È un beneficio mensile per i figli a carico, calcolato sull'ISEE del nucleo, e spetta per il periodo da marzo di ogni anno a febbraio dell'anno successivo. Nel 2026 esiste ancora e continua a essere pagato dall'INPS.
Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale, legale o finanziaria. Per la tua situazione rivolgiti a un CAF, a un patronato, a un commercialista o a un consulente abilitato.
Assegno unico: cosa sostituisce
Secondo la scheda INPS consultata il 1 ottobre 2026, dal marzo 2022 l'assegno unico ha sostituito:
| Misura sostituita | Cosa era |
|---|---|
| premio alla nascita o all'adozione ("bonus mamma domani") | contributo una tantum per la nascita |
| assegno ai nuclei con almeno tre figli minori | assegno dei Comuni pagato dall'INPS |
| assegni per il nucleo familiare con figli e orfanili | ANF dei lavoratori dipendenti, per la parte legata ai figli |
| assegno di natalità ("bonus bebè") | assegno mensile per i nati fino al 2021 |
| detrazioni IRPEF per figli fino a 21 anni | detrazioni in busta paga o in dichiarazione |
L'articolo 10 del D.Lgs. 230/2021 contiene le abrogazioni corrispondenti. Il comma 2 abroga l'assegno ai nuclei numerosi dal 1° marzo 2022. Il comma 3 fa cessare gli ANF per i nuclei con figli. Il comma 4 riscrive l'articolo 12 del TUIR, lasciando le detrazioni solo per i figli dai 21 anni in su.
Cosa non ha sostituito
- il bonus asilo nido, che l'INPS indica come non assorbito né limitato dall'assegno unico;
- le misure di Regioni e Comuni per i figli, compatibili secondo l'INPS;
- gli ANF senza figli, per esempio per coniuge o fratelli orfani, che restano in vigore.
A chi spetta l'assegno unico
L'articolo 2 riconosce l'assegno:
- per ogni figlio minorenne a carico, e per i nuovi nati dal settimo mese di gravidanza;
- per ogni figlio maggiorenne fino a 21 anni che studia, fa un tirocinio o lavora con un reddito basso, è disoccupato iscritto ai servizi per l'impiego o fa il servizio civile;
- per ogni figlio con disabilità, senza limiti di età.
Il richiedente deve avere un titolo di soggiorno valido, pagare le imposte sul reddito in Italia e risiedervi o lavorarvi con iscrizione previdenziale (art. 3, nel testo modificato nel 2026). L'assegno spetta in parti uguali ai genitori che esercitano la responsabilità genitoriale (art. 2, comma 2).
Quanto spetta: dipende dall'ISEE
L'importo cambia con l'ISEE, l'età dei figli e diverse maggiorazioni: figli sotto un anno, nuclei numerosi, figli con disabilità, madri giovani, genitori entrambi lavoratori. Le cifre sono rivalutate ogni anno, quindi non le riportiamo. L'INPS le pubblica nella scheda dell'assegno, insieme a un simulatore. Senza ISEE, o con ISEE oltre la soglia massima, si ricevono comunque gli importi minimi.
Dal 2026 l'INPS usa un ISEE più favorevole sulla casa e per i nuclei con almeno due figli (legge 199/2025, art. 1, comma 208). Se ricevi anche l'assegno di inclusione: per calcolare quella misura l'assegno unico non conta tra i trattamenti assistenziali (D.L. 48/2023, art. 2, comma 7).
Come si chiede e cosa fare ogni anno
La domanda si presenta all'INPS online, con l'app INPS Mobile, tramite il contact center o un patronato (art. 6 e scheda INPS). Se la presenti tra il 1° marzo e il 30 giugno, ricevi gli arretrati da marzo. Dopo il 30 giugno, l'assegno decorre dal mese successivo.
Per chi risiede in Italia l'INPS applica la proattività: continua a pagare d'ufficio senza una nuova domanda. Restano due compiti:
- rinnovare l'ISEE ogni anno, perché la DSU scade il 31 dicembre;
- comunicare le variazioni, come la nascita di un altro figlio, entro 120 giorni secondo l'articolo 6, comma 3.
Se hai continuato a usare le vecchie detrazioni
Dal marzo 2022 le detrazioni per i figli sotto i 21 anni non spettano più. Se nella dichiarazione dei redditi le hai indicate per errore, l'imposta dovuta cambia. Per correggere un versamento in ritardo esiste il ravvedimento operoso. Per altre agevolazioni che riguardano la famiglia e la casa, come il bonus mobili ed elettrodomestici, valgono regole proprie. Le altre misure sono raccolte nelle guide su fisco e agevolazioni.
Domande frequenti
Cosa sostituisce l'assegno unico?
Il bonus mamma domani, l'assegno ai nuclei con tre figli minori, gli assegni familiari per i nuclei con figli, il bonus bebè e le detrazioni IRPEF per i figli fino a 21 anni. Non ha assorbito il bonus asilo nido.
L'assegno unico esiste ancora nel 2026?
Sì. È previsto dal D.Lgs. 230/2021 senza scadenza e copre ogni anno il periodo da marzo a febbraio. Gli importi e le soglie ISEE sono rivalutati annualmente e pubblicati dall'INPS.
Si può avere l'assegno unico senza ISEE?
Sì. È una misura universale: senza ISEE, o con un ISEE oltre la soglia massima, l'INPS paga gli importi minimi previsti dalla legge.
Devo rifare la domanda ogni anno?
Se risiedi in Italia, no: l'INPS continua a pagarlo d'ufficio. Devi però rinnovare l'ISEE ogni anno e comunicare le variazioni del nucleo, come una nuova nascita. I lavoratori non residenti devono invece rinnovare la domanda dal 1° marzo.
Da quando spetta per un neonato?
Dal settimo mese di gravidanza (D.Lgs. 230/2021, art. 2). Se ricevi già l'assegno, la nascita va comunicata all'INPS o a un patronato entro 120 giorni (art. 6, comma 3).