Targa rumena o bulgara: le regole per chi risiede in Italia

Una targa estera non è un modo legale per pagare meno bollo o assicurazione a chi abita in Italia. Ecco cosa prevede oggi il Codice della strada, chi ne è escluso e come funziona una polizza emessa da una compagnia straniera.

Chi cerca "targa rumena" insieme a "trucchi per non pagare il bollo" parte da una premessa che la legge ha chiuso. Dal 2018 il Codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285) vieta a chi ha la residenza in Italia di circolare a tempo indeterminato con un'auto di sua proprietà immatricolata all'estero. Oggi la regola è nell'articolo 93-bis, nel testo che tiene conto della legge 23 dicembre 2021, n. 238. Il proprietario residente deve immatricolare il veicolo in Italia entro tre mesi dall'acquisizione della residenza (comma 1).

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza legale o fiscale. Per il tuo caso rivolgiti alla Motorizzazione civile, a uno studio di consulenza automobilistica o a un avvocato.

Da dove viene la regola

Le prime norme sono state introdotte dall'articolo 29-bis del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, che aveva aggiunto all'articolo 93 i commi 1-bis e seguenti. La legge 238/2021 ha abrogato quei commi e ha riscritto la materia nell'articolo 93-bis. Con la sentenza n. 113 del 2023 la Corte costituzionale ha poi dichiarato illegittimi i vecchi commi 1-bis e 7-bis, già abrogati.

I tre casi dell'articolo 93-bis

SituazioneCosa devi fareNorma
Sei residente in Italia e l'auto estera è tuaImmatricolarla in Italia entro tre mesi dalla residenzacomma 1
Guidi un'auto estera intestata ad altri (azienda, leasing, familiare)Tenere a bordo un documento firmato dall'intestatario, con data certa, che indichi titolo e durata della disponibilitàcomma 2
La disponibilità supera 30 giorni nell'anno solare, anche non continuativiRegistrare titolo e durata nell'elenco apposito del sistema informativo del PRAcomma 2

Il comma 3 estende queste regole ai lavoratori frontalieri con veicoli propri immatricolati nello Stato confinante. Il comma 5 esclude, tra gli altri, i residenti a Campione d'Italia e il caso in cui il proprietario residente all'estero sia a bordo.

Le sanzioni nel testo in vigore

Gli importi che seguono sono quelli scritti nel testo vigente dell'articolo 93-bis, consultato su Normattiva il 1 ottobre 2026:

Sono gli importi scritti nel testo del Codice della strada consultato su Normattiva il 1 ottobre 2026. Le sanzioni del Codice vengono aggiornate periodicamente con decreto: la cifra che conta è quella indicata nel verbale.

Per un verbale già notificato fa fede il verbale.

Comprare un'auto in Romania o in Bulgaria

Acquistare un veicolo in un altro Paese dell'Unione è lecito, ma se vivi in Italia la targa rumena resta una situazione transitoria: l'auto va portata alla targa italiana con le procedure degli articoli 93 e 94. Il bollo è un tributo regionale: per sapere da quando lo devi dopo la reimmatricolazione chiedi all'ufficio tributi della tua Regione.

Lo stesso vale per il leasing auto in Bulgaria o in altri Paesi. Se l'intestatario è una società estera e il conducente vive in Italia, si applica il comma 2: documento a bordo e, oltre i trenta giorni, registrazione.

Le assicurazioni rumene sono valide in Italia?

Qui servono due distinzioni.

Auto con targa estera in viaggio. Secondo l'IVASS, l'RC auto stipulata nel Paese UE di immatricolazione vale negli altri Paesi dell'Unione in cui l'auto circola temporaneamente.

Auto immatricolata in Italia assicurata da una compagnia estera. È possibile se l'impresa compare nell'elenco delle imprese estere abilitate all'RC auto pubblicato dall'IVASS. L'IVASS ricorda però che queste compagnie sono vigilate dall'autorità del loro Stato d'origine, non dall'IVASS stesso. Controlla il nome esatto: chi falsifica polizze cambia spesso una sola lettera del nome di un'impresa vera.

Il codice delle assicurazioni (D.Lgs. 209/2005, art. 134, comma 1) obbliga le compagnie a trattare gli attestati di rischio emessi in altri Stati membri come quelli italiani. Se porti in Italia un'auto già assicurata all'estero, la dichiarazione dell'assicuratore straniero serve a individuare la classe di merito CU. Senza quella dichiarazione il contratto parte dalla classe 14 (Provvedimento IVASS n. 72/2018, art. 7).

Infine, se hai un incidente con un veicolo immatricolato all'estero, il risarcimento diretto non si applica (art. 149, comma 2): la procedura è diversa, come spiega la guida al risarcimento diretto e alla liquidazione dei danni.

Pagare meno, legalmente

Le leve legali sono altre (preventivatore pubblico, bonus familiare, scatola nera, formula di guida) e le trovi nella guida su come risparmiare sull'assicurazione di auto e moto. Le altre regole del settore sono nelle guide sulle assicurazioni.

Domande frequenti

Posso circolare in Italia con la targa rumena se sono residente?

Solo per un periodo limitato. Se l'auto è tua, devi immatricolarla in Italia entro tre mesi dalla residenza (art. 93-bis, comma 1, del Codice della strada). Se è intestata ad altri, servono il documento a bordo e, oltre trenta giorni l'anno, la registrazione nell'elenco del PRA.

Quanto è la multa per la targa estera non reimmatricolata?

Il testo vigente dell'articolo 93-bis, comma 7, consultato il 1 ottobre 2026, prevede da 400 a 1.600 euro, il ritiro del documento e la confisca se l'auto non viene immatricolata o portata oltre confine entro trenta giorni.

Un'assicurazione rumena vale per un'auto con targa italiana?

Sì, se l'impresa è nell'elenco IVASS delle compagnie estere abilitate all'RC auto in Italia. La vigilanza però spetta all'autorità del Paese d'origine. Verifica il nome esatto dell'impresa.

Con la targa estera non pago il bollo?

Non è un modo legale per evitare gli obblighi di chi risiede in Italia: l'auto va reimmatricolata. Per il bollo, tributo regionale, chiedi alla tua Regione.

Il mio datore di lavoro estero mi presta l'auto aziendale: cosa devo fare?

Tieni a bordo un documento firmato dall'intestatario, con data certa, che indichi titolo e durata. Se la disponibilità supera trenta giorni nell'anno, va registrata nell'elenco del PRA (art. 93-bis, comma 2).