CACs nei titoli di Stato: che cosa sono le clausole di azione collettiva

Dal 1° gennaio 2013 ogni nuovo BTP e CCT contiene le clausole di azione collettiva. Non sono un congelamento dei titoli: sono regole di voto che stabiliscono come i possessori possono approvare, o respingere, una modifica delle condizioni.

Le CACs (dall'inglese collective action clauses, clausole di azione collettiva) sono regole inserite nei titoli di Stato che permettono di modificarne le condizioni, comprese scadenze e importi da pagare, con il voto di una maggioranza qualificata dei possessori. La decisione presa dalla maggioranza vale anche per chi ha votato contro o non ha votato. In Italia sono state introdotte dal decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 96717 del 7 dicembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza finanziaria e non è una raccomandazione di investimento. Per la tua situazione rivolgiti a un consulente abilitato.

Da dove vengono le CACs

Il decreto, nelle premesse, richiama il Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (MES), ratificato dall'Italia con la legge 23 luglio 2012, n. 116. L'articolo 12, comma 3, di quel Trattato prevede che dal 1° gennaio 2013 tutti i titoli di Stato della zona euro di nuova emissione, con scadenza superiore a un anno, contengano clausole di azione collettiva con un impatto giuridico identico.

Il modello comune, i "Common Terms of Reference", è stato approvato dal Comitato economico e finanziario dell'Unione europea il 18 novembre 2011. Il decreto italiano lo traduce e lo adatta ai titoli emessi dal Tesoro.

Quali titoli hanno le CACs

L'articolo 1 del decreto stabilisce:

Due conseguenze pratiche. I BOT, che durano fino a un anno, restano fuori. E un titolo emesso per la prima volta prima del 2013 non acquista le CACs con le riaperture successive, perché il decreto identifica una nuova emissione con la sua prima tranche. Per sapere se un titolo le contiene guarda la data della prima tranche nella scheda dell'emissione o nel decreto di emissione.

Che cosa si può modificare: le "materie riservate"

Il decreto distingue le modifiche ordinarie da quelle che toccano il cuore del prestito, chiamate materie riservate. Sono riservate, fra le altre, le modifiche che:

Le maggioranze previste dal decreto

Le soglie sono scritte nell'Allegato A del decreto.

Tipo di modificaVoto in assembleaRisoluzione scritta
Materia riservata, una sola seriealmeno il 75% del nominale rappresentato in assembleaalmeno il 66 2/3% del nominale in circolazione
Materia riservata, più serie insiemealmeno il 75% aggregato e più del 66 2/3% in ciascuna seriealmeno il 66 2/3% aggregato e più del 50% in ciascuna serie
Materia non riservatapiù del 50% del nominale rappresentatopiù del 50% del nominale in circolazione

Perché l'assemblea possa decidere su una materia riservata deve essere presente almeno il 66 2/3% del nominale in circolazione, anche in seconda convocazione. Per le materie non riservate il quorum è il 50%, che scende al 25% in seconda convocazione. Ogni modifica richiede in ogni caso il consenso dell'emittente.

Che cosa vuol dire per un risparmiatore

Se possiedi un BTP con le CACs, una ristrutturazione non può essere imposta senza un voto: deve approvarla una larga maggioranza di chi possiede quei titoli. Al tempo stesso, se la maggioranza approva, la modifica vale anche per te. Il decreto prevede anche che, in caso di inadempimento dell'emittente, i possessori di almeno il 25% del nominale possano chiedere il rimborso anticipato, revocabile da chi possiede più del 50%.

CACs, bail-in e "congelamento": tre cose diverse

Le CACs riguardano i debiti di uno Stato e funzionano per voto dei creditori. Il bail-in riguarda le banche in crisi e lo decide un'autorità di risoluzione, senza voto dei creditori. Il "congelamento" dei titoli, temuto in molti forum, non è previsto da nessuna di queste regole.

Le CACs non dicono nulla sulla solidità di una banca né sulle obbligazioni emesse da banche e imprese. Per quelle valgono altre tutele, come quelle delle obbligazioni bancarie garantite, e altri criteri, spiegati nella guida su come capire se una banca è solida. I tipi di titoli di Stato e il funzionamento di cedole come quella del CCT sono raccolti a parte; l'indice completo è nella pagina dei titoli di Stato e obbligazioni.

Chi cerca "azioni CAC" cerca di solito altro: il CAC 40, l'indice azionario della Borsa di Parigi. Stessa sigla, nessun legame con le clausole dei titoli di Stato.

Domande frequenti

Che cosa significa CAC nei titoli di Stato?

CAC sta per clausola di azione collettiva: una regola che consente di modificare le condizioni di un titolo di Stato con il voto di una maggioranza qualificata dei possessori, vincolante per tutti. In Italia è prevista dal D.M. 96717 del 7 dicembre 2012.

Da quando i BTP hanno le CACs?

Dalle nuove emissioni a partire dal 1° gennaio 2013, secondo l'articolo 1 del decreto. Un titolo la cui prima tranche è precedente al 2013 non le contiene, anche se è stato riaperto dopo.

I BOT hanno le clausole di azione collettiva?

No. Il decreto le applica ai titoli con scadenza superiore a un anno, e i BOT hanno durata fino a dodici mesi.

Con le CACs lo Stato può ridurre il mio capitale da solo?

No. Una modifica del capitale è una materia riservata: servono il consenso dell'emittente e il voto di almeno il 75% del nominale rappresentato in assemblea, o una risoluzione scritta di almeno il 66 2/3% del nominale in circolazione.

Dove trovo il testo ufficiale delle CACs?

Il decreto n. 96717 del 2012, con i Termini comuni di riferimento in allegato, è pubblicato nella sezione Normativa del sito del Dipartimento del Tesoro.