Coco bond: le obbligazioni bancarie che assorbono le perdite

Il coco bond è costruito per sparire o trasformarsi in azioni proprio quando la banca ne ha bisogno. Rende di più delle obbligazioni ordinarie perché, nella fila di chi paga una crisi, sta subito dopo gli azionisti.

I coco bond (da contingent convertible, convertibili "al verificarsi di una condizione") sono obbligazioni emesse da banche che, se il capitale della banca scende sotto una soglia fissata nel contratto o se l'autorità lo dispone, vengono ridotte di valore o convertite in azioni. Nel linguaggio delle regole bancarie europee sono in genere strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1, AT1), che il D.Lgs. 16 novembre 2015, n. 180, all'articolo 1, definisce rinviando all'articolo 52 del regolamento (UE) n. 575/2013.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza finanziaria e non è una raccomandazione di investimento. Per la tua situazione rivolgiti a un consulente abilitato.

Come funziona un coco bond

Un coco bond ha due meccanismi che possono farti perdere il capitale.

Il meccanismo contrattuale

Il prospetto fissa un evento di attivazione (trigger), legato al livello di capitale della banca. Se si verifica, il titolo si converte in azioni o il suo valore nominale viene ridotto, in tutto o in parte. La soglia minima è stabilita dal regolamento europeo sui requisiti prudenziali delle banche (CRR), che non abbiamo potuto consultare oggi nel testo ufficiale: per questo non la riportiamo. Quella di ogni emissione è scritta nel suo prospetto.

Il potere dell'autorità

Indipendentemente dal contratto, l'articolo 27 del D.Lgs. 180/2015 consente di ridurre o convertire gli strumenti di capitale di una banca anche senza avviare la risoluzione, quando è in dissesto o a rischio di dissesto e la misura basta a rimediare. Per l'articolo 29 lo dispone la Banca d'Italia, nella misura necessaria a coprire le perdite e a ristabilire i requisiti prudenziali.

MeccanismoChi lo fa scattareDove è scritto
Trigger contrattualeil livello di capitale della bancaprospetto dell'emissione
Riduzione o conversionela Banca d'ItaliaD.Lgs. 180/2015, artt. 27–29
Bail-in in risoluzionel'autorità di risoluzioneD.Lgs. 180/2015, art. 52

In che ordine perdono

L'articolo 52 del D.Lgs. 180/2015 fissa la sequenza del bail-in, che l'articolo 28 applica anche alla riduzione fuori dalla risoluzione:

Il coco bond è quindi il primo titolo di debito a pagare. All'estremo opposto ci sono le obbligazioni bancarie garantite, escluse dal bail-in nei limiti delle garanzie.

Coco bond e obbligazioni convertibili

Il nome inganna. Nelle normali obbligazioni convertibili sei tu a decidere se convertire, e lo fai quando le azioni salgono. Nel coco bond la conversione avviene contro la tua volontà e proprio quando la banca va male, cioè quando le azioni valgono poco. È una protezione per la banca e per i suoi depositanti, non per chi compra il titolo.

Chi può comprarli e che cosa leggere

Per l'articolo 12-ter del Testo unico bancario, le obbligazioni subordinate e gli altri titoli di debito subordinati emessi da una banca dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. 193/2021 hanno un valore nominale unitario di almeno 200.000 euro. Per i coco bond che rientrano in questa categoria, il taglio minimo li rende difficilmente accessibili al piccolo risparmio.

Se ne trovi uno in un fondo o in una proposta di investimento, verifica:

Un'obbligazione legata a un'infrastruttura, come il project bond, ha un rischio di natura diversa. Le altre guide sono nell'indice dei titoli di Stato e obbligazioni.

Domande frequenti

Cosa sono i coco bond?

Sono obbligazioni bancarie "contingent convertible" che, al verificarsi di un evento previsto nel contratto o per decisione dell'autorità, vengono ridotte di valore o convertite in azioni. Di solito sono strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1).

Perché i coco bond rendono più delle obbligazioni normali?

Perché assorbono le perdite della banca prima di ogni altro creditore: nell'ordine dell'art. 52 del D.Lgs. 180/2015 vengono subito dopo le azioni. Il rendimento maggiore compensa questo rischio.

Un coco bond può essere azzerato anche se la banca non fallisce?

Sì. Può scattare il trigger contrattuale, e l'art. 27 del D.Lgs. 180/2015 consente alla Banca d'Italia di ridurre o convertire gli strumenti di capitale anche senza avviare la risoluzione, se la banca è in dissesto o a rischio di dissesto.

Qual è la soglia che fa scattare la conversione?

La soglia minima è fissata dal regolamento (UE) n. 575/2013, che non abbiamo potuto leggere oggi nel testo ufficiale: per questo non la riportiamo. Quella di ciascun titolo è indicata nel suo prospetto.

I coco bond sono garantiti dal fondo dei depositi?

No. Il sistema di garanzia dei depositanti rimborsa i depositi, e l'art. 96-bis.1, comma 2, del Testo unico bancario esclude le obbligazioni.