Stufa a pellet: funzionamento, collegamento ai termosifoni e incentivi
Dentro una stufa a pellet lavorano un serbatoio, una coclea, un braciere e due ventilatori. Ecco come si combinano, che differenza c'è con termostufe e termocamini e quali regole valgono dal 2026 per detrazioni e installazione.

La stufa a pellet brucia piccoli cilindri di legno pressato, caricati in automatico da un serbatoio, e scalda la stanza con l'aria o, nelle versioni idro, l'acqua dei termosifoni. A differenza di una stufa a legna, regola da sola quanto combustibile bruciare grazie a una centralina elettronica, e per questo ha bisogno di corrente elettrica per funzionare.
Questo articolo è informazione generale: non è consulenza tecnica o fiscale. Per la tua casa rivolgiti a un installatore abilitato e, per gli incentivi, a un CAF o a un commercialista.
Come funziona una stufa a pellet
Lo schema di funzionamento è simile in quasi tutti i modelli:
- il serbatoio contiene il pellet;
- una coclea, cioè una vite senza fine azionata da un motore, porta il pellet nel braciere a dosi regolate dalla centralina;
- una resistenza elettrica accende il combustibile all'avvio;
- un ventilatore dei fumi aspira l'aria comburente e spinge i fumi verso la canna fumaria;
- uno scambiatore trasferisce il calore all'aria della stanza, spinta da un secondo ventilatore, oppure all'acqua dell'impianto;
- la centralina con il termostato decide potenza, accensioni e spegnimenti.
Ne derivano due conseguenze pratiche. Senza corrente la stufa si ferma, e lo scarico dei fumi è forzato, quindi canna fumaria e raccordi devono essere progettati per quel tipo di apparecchio e verificati dall'installatore.
La qualità del pellet conta
Un pellet umido o con troppe ceneri sporca braciere e scambiatore e peggiora le emissioni. Per l'ecobonus il vademecum ENEA chiede pellet conforme alla norma UNI EN ISO 17225-2, che è anche un buon riferimento per leggere l'etichetta del sacco.
Stufa, termostufa, caldaia o termocamino
Chi cerca "stufa a pellet collegata ai termosifoni" sta in realtà cercando un apparecchio diverso dalla stufa ad aria. Le famiglie principali:
| Apparecchio | Cosa scalda | Note |
|---|---|---|
| Stufa ad aria | la stanza in cui si trova, e poco oltre | la più semplice da installare |
| Termostufa (idrostufa) | l'acqua dei termosifoni e, a volte, l'acqua sanitaria | scalda anche il locale di installazione |
| Caldaia a pellet | l'intero impianto ad acqua | sta in locale tecnico o in esterno, se il fabbricante lo prevede |
| Termocamino a pellet o a legna | stanza e, nelle versioni ad acqua, l'impianto | si inserisce in un camino, con vista sulla fiamma |
Collegare una termostufa ai termosifoni
Una termostufa si inserisce nel circuito dei termosifoni, da sola o insieme alla caldaia esistente. Servono dispositivi di sicurezza per l'acqua, un vaso di espansione e spesso un accumulo inerziale (puffer) che faccia da tampone. Il progetto del collegamento spetta a un tecnico, perché due generatori sullo stesso impianto devono lavorare senza ostacolarsi. Una volta collegata, la termostufa fa parte di un impianto termico, con gli obblighi del libretto di impianto.
Per chi ha senso e per chi no
Questo tipo di stufa ha senso se vuoi scaldare bene una zona della casa, hai spazio per stoccare i sacchi e accetti la manutenzione periodica: pulizia del braciere, svuotamento delle ceneri, controllo della canna fumaria. Ha meno senso se cerchi un riscaldamento senza interventi o se vivi in una zona con limiti severi alle emissioni da biomassa.
Le alternative per tutta la casa sono la pompa di calore e il suo schema di impianto e, se resti sul gas, la caldaia a condensazione, che però dal 2025 non dà più detrazioni.
Pellet ed ecobonus nel 2026
I generatori di calore a biomassa rientrano nell'ecobonus (D.L. 63/2013, art. 14, comma 2-bis). Il vademecum ENEA, aggiornato al 23 settembre 2026 e consultato il 1 ottobre 2026, indica per le spese del 2025 e del 2026 il 50% sull'abitazione principale e il 36% negli altri casi.
Per i lavori iniziati dal 4 febbraio 2026 il vademecum fissa condizioni più strette:
- il generatore deve avere la certificazione ambientale di classe 5 stelle o superiore, ai sensi del D.M. 7 novembre 2017, n. 186;
- l'intervento deve sostituire un generatore a biomassa, a carbone, a olio combustibile o a gasolio;
- si può sostituire una caldaia a gas o GPL solo se il nuovo generatore emette particolato primario non oltre 1 mg/Nm³;
- l'edificio deve essere già dotato di un impianto di riscaldamento: la nuova installazione era ammessa solo per i lavori iniziati prima di quella data.
Restano i requisiti di rendimento del D.M. 6 agosto 2020 e del D.Lgs. 199/2021, che il vademecum riporta per tipo di apparecchio. La guida dell'Agenzia delle Entrate di febbraio 2026 conferma che i generatori a biomassa restano agevolabili anche dopo l'esclusione delle caldaie a gas.
Altri incentivi e modalità
In alternativa alla detrazione c'è il Conto Termico del GSE, un contributo per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Sulla possibilità di cedere la detrazione o averla come sconto, oggi limitata a casi particolari, vedi la pagina sulla cessione del credito e lo sconto in fattura.
Prezzi: cosa deve dire il preventivo
I prezzi delle stufe a pellet, anche di quelle per termosifoni e acqua calda, li fa il mercato e cambiano con potenza, tipo e posa. Un preventivo utile indica: marca e modello, potenza, classe di certificazione ambientale, rendimento dichiarato, lavori sulla canna fumaria, collegamento idraulico ed elettrico, pratiche per gli incentivi.
Obblighi di installazione e manutenzione
L'installazione spetta a un'impresa abilitata ai sensi del D.M. 37/2008, che rilascia la dichiarazione di conformità; per l'ecobonus va conservata insieme al libretto. Manutenzione e controlli seguono le istruzioni scritte dell'installatore o, in mancanza, del fabbricante (D.P.R. 74/2013, art. 7). Molte Regioni hanno inoltre regole proprie su generatori a biomassa e combustibile: il vademecum ENEA richiama il rispetto delle normative locali. Le altre guide sono negli articoli sul risparmio energetico.
Domande frequenti
Come funziona una stufa a pellet?
Una coclea porta il pellet dal serbatoio al braciere, una resistenza lo accende, un ventilatore espelle i fumi e uno scambiatore cede il calore all'aria o all'acqua. La centralina regola tutto in base al termostato.
Una stufa può scaldare i termosifoni?
Una stufa ad aria no. Serve una termostufa o una caldaia a pellet, collegata al circuito con i dispositivi di sicurezza e, spesso, un accumulo, su progetto di un tecnico.
Il generatore a pellet ha diritto all'ecobonus nel 2026?
Sì, se rispetta i requisiti ENEA. Per i lavori iniziati dal 4 febbraio 2026 servono la classe 5 stelle (D.M. 186/2017) e la sostituzione di un generatore a biomassa, carbone, olio o gasolio, salvo il caso a bassissime emissioni previsto per il gas.
La stufa funziona senza corrente?
No. Coclea, ventilatori, accensione e centralina sono elettrici. In caso di blackout la stufa si spegne in sicurezza, secondo le istruzioni del fabbricante.
Meglio stufa a pellet o termocamino?
Dipende da cosa vuoi scaldare. La stufa scalda soprattutto un ambiente; il termocamino ad acqua può servire l'impianto e si inserisce in un camino. Per gli incentivi valgono gli stessi requisiti dei generatori a biomassa.