PIR, cosa sono e come funzionano i piani individuali di risparmio

Un PIR non è un prodotto ma un contenitore fiscale: se l'investimento rispetta i vincoli della legge di bilancio 2017 per almeno cinque anni, i redditi sono esenti. Che cosa prevede oggi la norma, cosa succede se esci prima e perché "conviene" dipende da te.

I PIR, piani individuali di risparmio (nella legge "piani di risparmio a lungo termine"), sono un regime fiscale previsto dalla legge 11 dicembre 2016, n. 232, articolo 1, commi da 100 a 114. Non sono un prodotto specifico: sono un contenitore, che può essere un conto titoli, una gestione, un fondo o una polizza, dentro cui gli investimenti devono rispettare vincoli precisi. In cambio, i redditi prodotti non sono tassati. Le regole che seguono sono quelle del testo vigente consultato il 1 ottobre 2026 su Normattiva.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza fiscale o finanziaria e non è una raccomandazione di investimento. Per la tua situazione rivolgiti a un consulente abilitato o a un commercialista.

Il vantaggio fiscale dei PIR

Il comma 100 stabilisce che non sono soggetti a imposizione i redditi di capitale e i redditi diversi di natura finanziaria derivanti dagli investimenti nel piano, conseguiti da persone fisiche residenti in Italia fuori dall'esercizio d'impresa. Sono esclusi i redditi da partecipazioni qualificate.

Il comma 114 aggiunge che il trasferimento per causa di morte degli strumenti detenuti nel piano non è soggetto all'imposta sulle successioni.

PIR: come funzionano i limiti e i vincoli

Quanto si può versare

Per il PIR ordinario il comma 101 fissa un importo non superiore a 40.000 euro per anno solare e a 200.000 euro complessivi. Per i cosiddetti PIR alternativi, previsti dall'articolo 13-bis, comma 2-bis, del D.L. 124/2019, lo stesso comma consente fino a 300.000 euro all'anno e 1.500.000 euro complessivi.

In che cosa deve essere investito

Per almeno due terzi di ogni anno il piano deve rispettare questi vincoli, secondo i commi 102 e 103:

VincoloChe cosa prevede la legge
Quota minima in imprese italianealmeno il 70% in strumenti di imprese residenti in Italia, o in UE/SEE con stabile organizzazione in Italia
Quota di imprese minoridi quel 70%, almeno il 30% in imprese fuori dall'indice FTSE MIB o equivalenti
Limite di concentrazionenon oltre il 10% in strumenti di uno stesso emittente o gruppo, o in depositi e conti correnti

I PIR alternativi hanno vincoli diversi: investono in imprese fuori dagli indici FTSE MIB e FTSE Mid Cap, e per loro il limite di concentrazione è elevato al 20%. Il comma 104 ammette anche le quote di fondi che investono almeno il 70% dell'attivo secondo queste regole: per questo esistono fondi ed ETF "PIR compliant", come spiega la guida su che cosa sono gli ETP.

Quanto devi tenerlo

Il comma 106 richiede di detenere gli strumenti per almeno cinque anni. Se li vendi prima, i redditi realizzati e quelli percepiti nel frattempo sono tassati secondo le regole ordinarie, con gli interessi ma senza sanzioni. Se uno strumento viene rimborsato prima dei cinque anni, il controvalore va reinvestito in strumenti ammessi entro novanta giorni.

Se vengono meno i vincoli di investimento, il comma 107 fa decadere il beneficio sui redditi degli strumenti interessati, con lo stesso meccanismo.

Quanti PIR puoi avere

Il comma 112 stabilisce che ciascuna persona fisica non può essere titolare di più PIR ordinari, salvo piani aperti presso lo stesso intermediario, e che ogni piano ha un solo titolare. All'apertura l'intermediario ti chiede un'autocertificazione di non avere un altro piano presso un altro intermediario. Per i PIR alternativi la stessa norma consente invece più piani, nei limiti di importo.

Il trasferimento del piano a un altro intermediario non interrompe il calcolo dei cinque anni (comma 111).

Attenzione: le regole sono cambiate più volte

I commi da 100 a 114 sono stati modificati dopo il 2016, e il testo stesso riporta periodi soppressi dalla legge 205/2017 e l'innesto dei PIR alternativi. Un piano aperto in un anno precedente può seguire vincoli diversi da quelli del testo attuale. Prima di decidere qualunque operazione su un PIR già aperto, chiedi per iscritto all'intermediario quale versione delle regole si applica al tuo piano.

Conviene investire in PIR?

Non c'è una risposta valida per tutti. Il vantaggio fiscale esiste solo se tieni l'investimento per cinque anni, e non riduce il rischio: un PIR investito in azioni di piccole e medie imprese italiane può perdere valore come qualunque investimento azionario concentrato su un solo Paese. Prima di aprirne uno valuta:

  1. se puoi lasciare quei soldi investiti per almeno cinque anni;
  2. quanto rischio di mercato e di concentrazione sopporti;
  3. i costi del prodotto che fa da contenitore, che possono assorbire il vantaggio fiscale.

Come si leggono i costi e i rischi di un fondo è spiegato nella guida su come vanno dichiarati e gestiti i fondi comuni di investimento. Per il quadro generale, dal conto deposito agli strumenti più rischiosi, leggi la guida su come far fruttare i soldi. Le altre guide sono nelle pagine su investimenti e risparmio.

Domande frequenti

PIR cosa sono in parole semplici?

Sono contenitori di investimento con un vantaggio fiscale: se investi secondo i vincoli della legge 232/2016 e tieni gli strumenti almeno cinque anni, i redditi prodotti non sono tassati e il piano è esente dall'imposta di successione.

Quanto si può investire in un PIR?

Per il PIR ordinario fino a 40.000 euro all'anno e 200.000 euro in totale; per il PIR alternativo fino a 300.000 euro all'anno e 1.500.000 euro in totale (legge 232/2016, art. 1, comma 101, testo vigente).

Cosa succede se disinvesto prima di cinque anni?

I redditi realizzati e quelli percepiti nel periodo sono tassati secondo le regole ordinarie, con interessi ma senza sanzioni (comma 106). L'intermediario versa le imposte e te ne chiede la provvista.

Posso avere più di un PIR?

Per il PIR ordinario no, salvo piani presso lo stesso intermediario; ogni piano ha un solo titolare. Per i PIR alternativi la legge consente più piani, nei limiti di importo (comma 112).

I PIR sono garantiti?

No. Il vantaggio è solo fiscale: il valore dipende dagli strumenti in cui il piano è investito, che possono perdere valore.