Libretto caldaia e libretto di impianto: obblighi, controlli e sanzioni

Il libretto accompagna l'impianto per tutta la sua vita, dalla prima accensione al passaggio di casa. Le regole stanno in un decreto del 2013 ancora in vigore, ma destinato a essere sostituito.

Tecnico di spalle davanti a una caldaia murale aperta, con la sonda dell'analizzatore di fumi nel condotto e il libretto d'impianto aperto su una mensola
Illustrazione: disegno esplicativo, non la fotografia di un documento o di un prodotto reale.

Il libretto caldaia, il cui nome ufficiale è libretto di impianto per la climatizzazione, è il documento che registra com'è fatto l'impianto di riscaldamento o raffrescamento e ogni controllo eseguito. È obbligatorio: l'articolo 7, comma 5, del D.P.R. 16 aprile 2013, n. 74 stabilisce che gli impianti termici per la climatizzazione o la produzione di acqua calda sanitaria devono esserne muniti.

Questo articolo è informazione generale: non è consulenza tecnica o legale. Per il tuo impianto rivolgiti a un manutentore abilitato o all'ufficio regionale che gestisce il catasto degli impianti termici.

Le "nuove norme": cosa è in vigore oggi

Il D.P.R. 74/2013 è il regolamento su esercizio, conduzione, controllo e manutenzione degli impianti termici. Il D.Lgs. 10 giugno 2020, n. 48 (art. 17, comma 4) ne prevede l'abrogazione quando entrerà in vigore il nuovo decreto previsto dall'articolo 4, comma 1-quinquies, del D.Lgs. 192/2005. Nel testo vigente su Normattiva, consultato il 1 ottobre 2026, il D.P.R. 74/2013 risulta ancora in vigore: le regole che seguono valgono oggi.

I modelli del libretto e dei rapporti di controllo sono fissati con decreto ministeriale (art. 7, comma 6), e le Regioni possono integrarli.

Chi deve tenere il libretto di impianto

Il libretto è affidato al responsabile dell'impianto. Il D.Lgs. 192/2005, nell'allegato A, lo individua così:

SituazioneResponsabile
Abitazione abitata da chi la occupa, a qualsiasi titolol'occupante, inquilino compreso
Abitazione non locatail proprietario
Impianto centralizzato in condominiol'amministratore
Edificio di una società o di un enteil proprietario o l'amministratore delegato

Il responsabile può delegare un terzo responsabile, cioè un'impresa qualificata. Non può farlo, però, nelle singole abitazioni in cui il generatore non sta in un locale tecnico dedicato (D.P.R. 74/2013, art. 6, comma 1).

Se vendi o cedi la casa, il libretto va consegnato a chi subentra, aggiornato e con gli allegati (art. 7, comma 5).

Cosa contiene e cos'è il libretto elettronico

Nel libretto di impianto si registrano i dati dell'impianto e dei suoi componenti, gli interventi e, allegati, i rapporti di controllo di efficienza energetica (art. 8, comma 5). Una copia di ogni rapporto va trasmessa alla Regione, che gestisce il catasto degli impianti termici (art. 10, comma 4).

Quello che molti chiamano "libretto elettronico" è la versione registrata in questo catasto. Le modalità cambiano da Regione a Regione: chiedi al manutentore quale sistema usa la tua.

Manutenzione: chi la fa e ogni quanto

Le regole sono nell'articolo 7 del D.P.R. 74/2013:

Non esiste quindi una cadenza unica "per legge" valida per ogni caldaia: fa fede quanto scritto per il tuo impianto.

Il controllo di efficienza energetica

È un controllo distinto dalla manutenzione. Si esegue sugli impianti di riscaldamento sopra i 10 kW e su quelli di raffrescamento sopra i 12 kW di potenza utile nominale (art. 8, comma 1). È obbligatorio alla prima messa in esercizio, quando si sostituisce il generatore e dopo interventi che possono cambiarne l'efficienza (comma 3). Le cadenze successive sono nell'allegato A del decreto.

Se il rendimento di combustione risulta sotto i limiti dell'allegato B e la manutenzione non basta a recuperarlo, la caldaia va sostituita entro 180 giorni dal controllo (comma 7). Per le pompe di calore, un calo del 15% dei parametri di efficienza rispetto al collaudo impone di riportarli ai valori iniziali (comma 9). Come funziona una pompa di calore lo spieghiamo nella guida allo schema della pompa di calore.

Libretto caldaia: costo e contributo regionale

Nessuna norma nazionale fissa un prezzo per la compilazione del libretto: è una prestazione dell'installatore o del manutentore, che la indica nel preventivo. A parte c'è il contributo regionale: l'articolo 10, comma 3, lettera c), consente alle Regioni di farlo pagare ai responsabili degli impianti, in base alla potenza, per gestire catasto e ispezioni. L'importo lo decide ogni Regione.

Le sanzioni

Il D.Lgs. 192/2005, articolo 15, prevede:

Altri impianti con regole proprie

Le pompe di calore e i condizionatori che contengono gas fluorurati devono essere installati e riparati da persone e imprese certificate, iscritte al Registro telematico nazionale (D.P.R. 146/2018, artt. 7, 8 e 15). Un sistema che produce solo acqua calda sanitaria per una singola abitazione non è considerato impianto termico (D.Lgs. 192/2005, art. 2): è il caso di molti impianti solari termodinamici. Per i termosifoni dei condomini centralizzati vedi la pagina sulle valvole termostatiche. Le altre guide sono negli articoli sul risparmio energetico.

Domande frequenti

Il libretto della caldaia è obbligatorio?

Sì. Ogni impianto termico per la climatizzazione o l'acqua calda sanitaria deve avere il libretto di impianto (D.P.R. 74/2013, art. 7, comma 5).

Chi deve tenere il libretto se sono in affitto?

L'inquilino, come occupante dell'abitazione, è il responsabile dell'impianto secondo il D.Lgs. 192/2005. Se la casa non è locata, il responsabile è il proprietario.

Ho perso il libretto di impianto: cosa faccio?

Chiedi al manutentore di ricostituirlo e di verificare i dati nel catasto regionale degli impianti termici. Il libretto va comunque tenuto aggiornato e consegnato a chi subentra in caso di vendita.

Ogni quanto va fatta la manutenzione della caldaia?

Con la frequenza scritta dall'installatore o, se manca, dal fabbricante. In ultima istanza valgono le norme UNI e CEI (D.P.R. 74/2013, art. 7).

Quanto costa il libretto caldaia?

Il prezzo della compilazione lo fa il tecnico. L'eventuale contributo per il catasto e le ispezioni lo stabilisce la Regione, in base alla potenza dell'impianto.